Manca il via libera della Regione

Cinque ospedali ancora senza risonanza magnetica

Antonio Sbraga

Le strutture della Asl Roma 5 aspettano da 4 anni il macchinario richiesto

Sarà anche magnetica, ma da ben 4 anni non riesce a farsi "attrarre" dall’annunciato acquisto nell’Asl Roma 5, che è l’unica tra le dieci aziende sanitarie del Lazio a non disporre di neanche una risonanza nei suoi cinque ospedali. Ora la Regione torna ad annunciare «per la Asl Roma 5 oltre 2,8 milioni di euro per tre Tac, una Risonanza Magnetica e due S-Scan». Ma, già nel marzo del 2014, l’Asl chiese 600 mila euro alla Regione per l’acquisto della «apparecchiatura inesistente presso questa azienda, che attualmente effettua esami diagnostici in accreditamento con una cospicua spesa». Ossia 6.553.815 euro (489.373 a carico dei pazienti e 6.113.942 a carico della Regione) per le 37.989 risonanze, tutte effettuate presso le strutture private convenzionate per i quotidiani andirivieni dai 5 ospedali. Dopo 15 mesi «la Regione ha concesso i finanziamenti, ma l’azienda è in attesa dell’autorizzazione definitiva», spiegò allora l’Asl, che però ancora deve acquistare l’ormai basilare strumentazione diagnostica per l’unico Dipartimento di emergenza ed accettazione, quello di Tivoli. Dove ora si annuncia l’arrivo di «una nuova Tac (64 strati) e una Risonanza Magnetica (1,5 T)».

Non solo: la lista della spesa prevede ora anche «una Tac (64 strati) e un S-Scan per l’ospedale di Colleferro, una Tac (32 strati) per quello di Palestrina e una S-Scan per Subiaco. Per Colleferro, non appena prenderanno servizio gli specialisti radiologi per i quali è stata concessa la deroga all’assunzione, sarà verificata con immediatezza la possibilità di ripristinare il servizio di Guardia Radiologica h24. A questo si aggiunga che è in fase di collaudo, e a giorni entrerà in funzione, il Telecomandato presso la Radiologia di Tivoli ed è stato riattivato il Radiocomandato presso l’ospedale di Subiaco», spiega l’Asl tiburtina. Un’azienda nella quale la Regione ha cambiato il vertice 3 volte in 3 anni, retta ora ad interim, altro caso unico nel Lazio, dal direttore generale dell’Asl Roma 4 (Civitavecchia) Giuseppe Quintavalle che, dal 25 gennaio scorso, è anche commissario straordinario nella Roma5. Dove i cinque ospedali hanno a disposizione solo 422 posti letto per mezzo milione di residenti nel quadrante est dell’hinterland capitolino, pari a una media di 0,84 ogni mille abitanti, coprendone anche un terzo del fabbisogno interno («il 31,1%», come quantifica la stessa azienda sanitaria).

Appena un quarto, dunque, dei 3,3 letti previsti dagli stessi standard regionali. L’S-Scan, annunciata per gli ospedali di Colleferro e Subiaco, è un’apparecchiatura in grado di studiare i distretti articolari: arti, spalla e colonna. Ma a Subiaco, dove l’ospedale è a ridosso dell’unica stazione sciistica della provincia romana (Monte Livata), l’ambulatorio ortopedico è aperto solo il lunedì e agli sciatori del week-end più sfortunati tocca, dunque, farsi 45 chilometri fino alla sala gessi dell’ospedale di Tivoli in ambulanza (e anche le navette sono in funzione solo fino alle ore 16: l’Asl da tre anni ha tagliato l’orario dell’appalto). Anche l’elisuperficie, che secondo il Decreto Zingaretti andava «attivata entro il 31/12/2015», ancora non decolla: nel novembre scorso la Regione ha annunciato che le «procedure sono al via», ma in ritardo di ben 27 mesi. Ora l’Asl «conferma la necessità assoluta di riprendere e accelerare i percorsi per l’implementazione della risposta alle emergenze con un adeguamento del Pronto Soccorso dell’ospedale di Subiaco e con la realizzazione di una elisuperficie, al fine di consentire una prima risposta adeguata ed un celere trasferimento verso altre strutture. Presentato in Regione il progetto esecutivo per l’elisoccorso»

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