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capitale da incubo

Emergenza Atac, da fine gennaio si rischia il blocco dei trasporti

L'allarme lanciato dall'assessore comunale Meleo

Meleo: da fine gennaio rischio blocco dei  trasporti a Roma

E' bufera sull'Atac, che comincia il nuovo anno con l'incognita del concordato preventivo, legato a un piano industriale che, incredibilmente, ancora latita e il referendum promosso dai radicali sull'apertura ai privati che il sindaco Virginia Raggi deve indire, per legge, entro la fine del mese. A tutto questo si aggiunge la turbolenza di movimenti e sindacati, ben contrari all'alienazione del patrimonio dell'azienda capitolina del trasporto pubblico, vera, anzi forse unica, via per dare una base solida a un piano di risanamento. Sarà per questo che l'assessore capitolino alla Mobilità, Linda Meleo, per la prima volta presente in Commissione Mobilità e Bilancio, riunitesi congiuntamente questa mattina per discutere la proposta di proroga dell'affidamento in house ad Atac del trasporto pubblico, ha alzato - forse un po' troppo - l'asticella. L'assessore ha infatti dichiarato che senza la proroga del contratto dal 4 dicembre 2019 al 3 dicembre 2021, l'Atac rischia di fermarsi dal 27 gennaio "con il possibile blocco totale del servizio". Parole gravissime quelle pronunciate dalla responsabile della Mobilità della Capitale d'Italia: "Nel 2017 abbiamo avviato la procedura di concordato preventivo in continuità e quando il tribunale ha dato l’ok abbiamo iniziato a lavorare al piano industriale. Per terminare questo percorso, due anni non sono un orizzonte temporale sufficiente per il risanamento aziendale: per ottenere questo obiettivo, la proroga per altri due anni è un presupposto fondamentale. Per la legge, mi riferisco al regolamento 1370, si può affidare in house senza obbligo di preavviso in caso di presupposti di pericolo imminente di interruzione di servizio, un rischio che si sarebbe prefigurato anche prima di dicembre 2019: se il concordato non dovesse andare a buon fine e tramutarsi in un fallimento aziendale o in una amministrazione straordinaria già dal 27 gennaio ci sarebbe il rischio di blocco del servizio. Se non ci fosse la proroga che supporta il piano industriale, piano che è ancora work in progress, il pericolo di blocco del servizio sarebbe molto concreto. La proroga resta condizionata alla effettiva omologazione del piano di concordato". 

Oltre al grave tentativo di condizionare la decisione dei giudici del Fallimentare, come sottolineato dal senatore Pd, Stefano Esposito, pesanti dubbi emergono proprio sulla legittimità dell'ulteriore proroga di un contratto in house per i servizi pubblici, considerato che l'Europa ha imposto la messa a bando di tali servizi e dunque, proprio dal 2019 l'obbligo anche per il Comune di Roma - già pesantemente in ritardo - di indire una gara europea. A questo si aggiunge il referendum proposto dai Radicali che verrebbe di fatto "neutralizzato" da un'ulteriore proroga dell'affidamento in house ad Atac del servizio di trasporto pubblico. Per non parlare poi della Corte dei conti. Durante la riunione in Commissione, infine, l'assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, ha ricordato che: "Le forme di tutela in bilancio sono quelle necessarie al di là della proroga, e sono quelle che consentono a Roma Capitale di erogare il servizio, a cui siamo obbligati, e mettere in sicurezza il bilancio garantendo le risorse e l’assegnazione dei fondi per la continuità del servizio". Che Atac si blocchi il 27 gennaio è insomma un'ipotesi talmente grottesca da dover far riflettere sull'opportunità di un tempestivo rimpasto di giunta.

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