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L'inchiesta

Roma, molestie su WhatsApp alle studentesse: indagato professore del liceo Tasso

Molestie su WhatsApp alle studentesse, indagato professore del liceo Tasso

La molestia sessuale è come un virus e colpisce ovunque. Questa volta, il molestatore di turno ha il viso bonario di un professore di storia e filosofia del prestigioso liceo romano Tasso, dove fra un’opera di Saffo e una di Catullo non disdegnava proposte sessuali alle sue giovani allieve. Anche qui lo strumento preferito era il cellulare dove, senza troppi preamboli, l’uomo inviava esplicite avances alle ragazze, molte delle quali minori.

Le denunce
Ed è stata proprio una minorenne ad avere il coraggio di denunciare, forse spinta e sotto consiglio dei genitori.
Subito dopo anche le altre hanno fatto visionare i messaggi che ricevevano dal docente, ai magistrati che, leggendoli non hanno avuto dubbi sulla natura degli stessi. L’uomo, era certo di farla franca anche per via del suo ruolo istituzionale che, di fatto, intimoriva le ragazze che si sentivano in trappola per la paura di avere ripercussioni sui voti scolastici.

L'inchiesta
Al momento il pubblico ministero Francesca Passaniti, sta indagando per molestie, ma soprattutto si sta vagliando ogni minimo dettaglio. Uno su tutti, il perché il professore era in possesso dei numeri di cellulari delle ragazze. Quali metodi usava per circuirle? Si offriva di aiutarle nei compiti a casa? Perché voleva mantenere quel “contatto” anche fuori dall’istituto scolastico? Come sempre quando accadono episodi del genere, su entrambi i fronti (quello del possibile molestatore e quello delle vittime), non bisogna dare nulla per scontato e ogni elemento va studiato, analizzato. Di certo, se le indagini in corso confermeranno la reale colpevolezza di molestie ai danni delle ragazze, ancora una volta ci troviamo di fronte ad un abuso di fiducia e del rapporto fra insegnante e studentessa.

Il caso del Prenestino
E’ infatti di aprile scorso la notizia di un altro professore, questa volta di educazione musicale, che aveva preso di mira alcune ragazzine di 13 e 14 anni, durante le sue lezioni in un Istituto scolastico sulla Prenestina. Il docente, di 63 anni, non perdeva occasione per molestare le sue vittime, davanti alla cattedra dove erano chiamate per leggere dei libri o durante le verifiche in classe.  Poi, stanca di essere vessata, una di loro ha scritto sulla lavagna la parola “pedofilo” associata al nome dell’insegnante. Un grido silenzioso per far smettere definitivamente le avance continue da parte dell’uomo che è stato poi arrestato e posto ai domiciliari dalla Polizia, allertata dalla stessa dirigenza scolastica.

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