Roma

Bomba contro i carabinieri. Gli anarchici rivendicano l'attentato: "Guerra alle divise"

Roma, ordigno esplode davanti alla caserma dei carabinieri

L'ordigno esploso davanti alla caserma dei carabinieri a Roma (Foto Pasquale Carbone)

Atto di terrorismo con ordigno esplosivo. È il reato contestato dalla procura di Roma in merito all'esplosione avvenuta all'alba di oggi davanti alla caserma dei carabinieri di San Giovanni e che nel pomeriggio è stata rivendicata da una sigla anarchica."La scorsa notte abbiamo portato la guerra a casa del ministro Minniti - si legge nella nota firmata dalla cellula Santiago Maldonado della Federazione anarchica informale - i diretti responsabili in divisa, coloro che obbediscono tacendo e tacendo crepano, hanno ricevuto un assaggio di quello che si meritano"."Con questa azione - conclude la nota, al vaglio degli inquirenti - lanciamo una campagna internazionale contro uomini, strutture e mezzi della repressione".

L'ordigno rudimentale è stato fatto esplodere davanti al portone d'ingresso della Stazione dei carabinieri di Roma San Giovanni. È successo intorno alle 5.30 del mattino, in via Britannia 37. Non ci sono stati feriti. La Procura di Roma ha immediatamente aperto un fascicolo d’indagine e si indaga per terrorismo, insieme agli ulteriori accertamenti che saranno coordinati dal procurato aggiunto Francesco Caporale.

L'esplosione all'alba
Secondo quanto si è appreso, l'ordigno, dotato di timer, sarebbe stato composto da un contenitore metallico, sembra una tanichetta, con dentro polvere pirica e innesco. A posizione la bomba sul marciapiedi davanti l'ingresso della stazione sarebbero state due persone con il volto travisato e incappucciate. Poi la fuga e dopo pochissimi minuti la deflagrazione che ha danneggiato la macchina di un carabiniere parcheggiata in sosta e mandato in frantumi i vetri di una finestra. Un episodio analogo era già avvenuto fuori dalla stessa caserma quasi trent'anni fa. 

Si indaga per terrorismo
Per chi indaga l'obiettivo di chi ha lasciato la bomba è "l'istituzione" dei carabinieri. Al momento i video delle telecamere esterne che si trovavano su strada sono al vaglio degli investigatori che indaga no per "atto di terrorismo con ordigno esplosivo". Questa la fattispecie di reato per la quale procedono i magistrati della Procura di Roma del pool antiterrorismo, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. Le indagini sono affidate ai Carabinieri del Nucleo Informativo e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma e ai Carabinieri del ROS. 

Falso allarme a piazza Risorgimento
Un falso allarme bomba è invece scattato, sempre questa mattina, alle nove in piazza Risorgimento. L’area limitrofa a via Porcari è stata immediatamente chiusa per la verifica del pacco sospetto da parte degli artificieri. Verifiche che hanno dato esito negativo .

La vicinanza delle istituzioni
Un atto vile quello di oggi contro le forze dell’ordine che hanno riscontrato attraverso i media e le istituzioni una forte vicinanza. Come il tweet da parte del ministro della Difesa, Roberta Pinotti; "Ho telefonato al Comandante Generale dell’Arma per esprimere la mia solidarietà e la vicinanza del Governo ai Carabinieri per il vile attentato alla stazione di Roma San Giovanni".

Del Sette: "Non ci lasceremo intimidire"
Il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, informato stanotte dell'attacco alla Stazione Carabinieri di Roma San Giovanni, "ha manifestato subito la solidarietà e vicinanza delle autorità e dei cittadini. Ha disposto ogni necessario intervento a sostegno del personale presente nella caserma al momento dell'attentato - oltre una decina, nessun ferito - e si è assicurato che vengano individuati i responsabili del collocamento dell'ordigno, che essendo a innesco ritardato avrebbe potuto provocare -rilevano all'Arma dei carabinieri- anche danni ai passanti". Il generale Del Sette si è detto "certo che, come già accaduto a Bologna e negli altri luoghi in cui le Stazioni dell'Arma sono state colpite allo stesso modo, i Carabinieri non si lasceranno intimidire e anzi proseguiranno con rinnovato impegno la loro attività quotidiana al servizio del Paese e della gente".