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IL DOSSIER DI LEGAMBIENTE

Rifiuti e traffico, per Roma il peggior risultato di sempre

Cala l'uso dei mezzi pubblici. E la Raggi neanche parla più di funivie

Legambiente

Lo striscione esposto

"In nome del popolo inquinato". Così Legambiente ha presentato la nuova edizine del rapporto "Ecosistema Urbano" , il dossier sulle performance ambientali dei capoluoghi di provincia, in collaborazione con "Ambiente Italia" e "Il Sole 24 ore". Una frase emblematica "urlata" a due passi dal Campidoglio.  E già perché la notizia, impietosa, di quest'anno è lo scivolone della Capitale all'88° posto, perdendo tre posizioni rispetto all'anno scorso e ben 33 in soli dieci anni. A provocare il crollo nella classifica,, manco a dirlo, rifiuti e mobilità sostenibile. Sul fronte dei rifiuti la raccolta differenziata sale di percentuali irrisorie, dal al 43% rispetto al 41% del 2015 e per questo Roma si ferma al 67° posto su scala nazionale. Il porta  a porta, rileva il dossier di Legambiente, è completamente fermo nella diffusione per abitante al 32%, peggior dato tra le prime 4 città italiane (Milano 100%, Napoli 42,8%, Torino 47,3%). E' tuttavia l'"immobile" mobilità che fa crollare la Capitale così in basso alla classifica. L'uso dei mezzi pubblici è crollato: appena 328 viaggi all'anno per abitante contro i 512 del 2015. Sarà perché è diminuita anche l'offerta del trasporto pubblico, ovvero, sono diminuiti i chilometri vettura per abitante, calando dai 60 dello scorso anno ai 57 Km attuali (a Milano sono 93). Sale invece a 61 il numero di auto ogni cento abitanti. 

"Nessun passo in avanti nella mobilità sostenibile e nella corretta gestione del ciclo dei rifiuti, stanno trascinando Roma nel fondo della classifica per scarse performance ambientali - commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -  È passato un 2016 dove non è accaduto veramente nulla di positivo in tal senso, e nel 2017 non si vede alcuna opera in grado di invertire la tendenza. Non sono di certo sufficienti gli annunci di strane funivie su rotaie, senza peraltro alcun piano di sostenibilità economica, o ciclovie e corsie preferenziali che sono solo strisce in terra calpestate da veicoli privati, mentre le Metro e le ferrovie urbane funzionano sempre meno e non c’è un centimetro di tram o filobus in più, anzi cala il servizio". Un quadro allarmante insomma, che impegna la giunta di Virginia Raggi a darsi finalmente una mossa, su una mobilità al collasso. E neanche si parla più di funivie...

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