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IL NUOVO REGOLAMENTO CINQUE STELLE

Tassa sui volontari che puliscono i parchi, ricorso al Tar contro la Raggi

Assicurazione obbligatoria e permesso del Municipio

Tassa sui volontari che puliscono i parchi, ricorso al Tar contro la Raggi

Volontari a lavoro

C'è chi ha il permesso ma non l'assicurazione. E chi, invece, ha l'assicurazione e non il permesso.  E' il "papocchio" stellare del volontariato capitolino. Quello, per intenderci che sarebbe dovuto essere il fiore all'occhiello della giunta Raggi e del MoVimento 5 Stelle, ovvero il "partito dei cittadini" e che invece si è ingrovigliato in un'assurda matassa. Le associazioni di volontariato romano che si occupano di manutenzione del verde pubblico hanno infatti presentato ricorso al Tar contro le nuove regole del Campidoglio. Regole che consistono nel richiedere il permesso al Municipio informandolo del luogo e dell'ora dell'intervento di pulizia - permesso che spesso viene concordato dopo svariati giorni -  e nell'assicurazione obbligatoria. Una vera e propria "tassa" insomma per chi, volontariamente, decide di ripristinare quel decoro necessario in una città civile ma che l'amministrazione non è in grado di garantire. Una "tassa" insomma, perché l'assicurazione per eventuali infortuni o danni può arrivare a costare oltre quattromila euro. Il ricorso al Tar contro il nuovo regolamento del verde targato 5 Stelle è stato presentato dal Comitato Parco Giovannipoli e il Comitato di Quartiere di Grotta Perfetta, con l'aiuto di Labsus. Eppure la soluzione, già in vigore in diverse città italiane, sarebbe a portata di mano e suggerita al sindaco poco prima dell'estate da Cristiano Davoli, presidente di "Tappami", l'associazione di volontari che da tempo ormai si occupa di "tappare" le buche capitoline, cioè l'istituzione di un Albo delle associazioni di volontariato. "Il problema con il Sindaco è che sa che le associazioni servono a riparare Roma, a garantire una manutenzione minima del decoro pubblico. Anzi, ormai sono quasi indispensabili. Ma non vuole riconoscerlo perché ha paura di perdere il controllo. Ne consegue un atteggiamento a zig zag. Sui social tanti grazie - ricorda Davoli - nei fatti una serie di ostacoli messi ad arte: moduli difficilissimi da completare, tasse e assicurazioni. Ci sono anche dei curiosi cambi di linea: alle associazioni del verde concede l’autorizzazione ma richiede le tasse e assicurazioni. A noi di Tappami che abbiamo queste ultime, nega ripetutamente l’autorizzazione. Signor Sindaco - conclude Davoli - questo tira e molla non fa bene alla città ed è, ormai, evidente che serve solo a prendere tempo e rimandare la decisione. Eppure gli esempi di coordinazione tra associazioni, municipi, vigili urbani e servizi comunali ci sono e sono molto incoraggianti. Le associazioni possono fare la differenza per Roma. Ammettere che il Comune non abbia più i mezzi per fare tutto da solo non è una vergogna. L’hanno già capito tutti. Rifiutarsi di trovare vie alternative per rispondere ai bisogni dei romani, però, è un venire meno al proprio dovere oltre che ai tanti impegni presi con i cittadini". 

"Cittadini al potere" uno dei tanti cavalli di battaglia dei grillini evidentemente datosi alla fuga.

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