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CAPITALE BLINDATA

Corteo antisgomberi, Roma blindata. I rifugiati: "Ora dateci una casa"

Movimenti per la casa e immigrati, via al corteo contro gli sgomberi a Roma

Il corteo dei rifugiati a Roma contro gli sgomberi (foto Pasquale Carbone)

Rimasti senza una casa, cacciati dalla polizia dal palazzo di via Curtatone che occupavano da anni, i rifugiati etiopi ed eritrei oggi sono scesi in piazza a Roma per dire no agli sgomberi e per chiedere un tetto e una vita dignitosa. Il corteo super blindato che ha sperimentato per la prima volta i "varchi" con controlli serrati, è partito da piazza dell'Esquilino ed è arrivato in piazza Venezia trasformandosi a sera in un sit-in autorizzato dalla questura fino a lunedì. Controllatissimo dalle forze dell'ordine l'intero tragitto con agenti antisommossa, varchi e strade chiuse. E per la prima volta una manifestazione è stata alle prese con le misure anti-Isis. In largo Corrado Ricci e all'inizio dei Fori Imperiali sono infatti state installate le giganti fioriere che bloccano gli ingressi del centro storico. Il dispositivo di sicurezza messo a punto dalla questura aveva previsto poi il divieto di portare aste pesanti di bandiere o altri oggetti potenzialmente atti ad offendere, comprese bottiglie di vetro.

"Vogliamo una casa, vogliamo un tetto, vogliano vivere come i romani". Queste le richieste degli immigrati che tre giorni fa sono stati cacciato dal palazzo a pochi passi dalla stazione Termini e che da allora non hanno un alloggio. Vivono per strada e qualcuno, con i bambini, è stato ospitato da conoscenti. "Vogliamo un'alternativa - dicono seguendo il corteo che è stato sempre pacifico e composto - ci hanno mandati via non dandoci un posto dove andare. Alcuni di noi hanno un lavoro e molti hanno figli. Non possono trattarci in questa maniera". "Libertà per gli arrestati" (quattro, tra cui due donne, dopo gli scontri di giovedì, ndr) e "case per i senzacasa" è un altro degli slogan urlati. Tra i manifestanti anche i centri sociali e di diverse sigle e associazioni che supportano il Movimento per la casa, come l'Unione sindacale di base (Usb).

Nel tardo pomeriggio il corteo si è concluso in piazza Venezia ed è diventato un sit-in autorizzato fino a lunedì. "Rimaniamo qui - dice Jasmine, 40 anni - non ce ne andiamo fino a quando qualcuno, tra prefettura e comune non si prende in carico il nostro caso. Siamo poveri e rifugiati, ma nessuno ha il diritto di toglierci la dignità".

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Commenti

  • Franco

    Degiovanni

    18:06, 26 Agosto 2017

    A suo tempo, quando dissi: "voglio una casa", mi è stato risposto, vai a lavorare (se ti riesce) guadagna, fatti il mutuo ed avrai la casa. Così ho fatto. Ora ho la casa per la quale pago pure le tasse. Cos'anno di diverso da me questi che strillano "VOGLIO UNA CASA" ????

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