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A Roma il pericolo viene dal cielo: occhio ai pappagalli verdi

Dopo topi, cinghiali, maiali, tori. L'allarme del Bioparco: vengono a mangiare i rifiuti, portano parassiti e malattie

A Roma il pericolo viene dal cielo: occhio ai pappagalli verdi

Fauna esotica nell'Urbe. Roma invasa dai pappagalli. Con il loro piumaggio verde brillante, è da un po' che si vedono da Roma Nord a Roma Sud. Dalla Cassia, Balduina, Prati fino a Garbatella e al parco della Fao, ma anche in viale Marconi, sul Lungotevere, in giro a stormi da via Nazionale a via Nomentana. Attirati dal clima mite, si sono ambientati alla grande nella Città Eterna, negli ultimi tempi sempre più zoo a cielo aperto. E sono pure aggressivi con gli altri animali.

La specie approdata a Roma è il cosiddetto "parrocchetto dal collare", originaria del Sudamerica. «Sono arrivati in città da un sequestro consistente, di circa 1.000 esemplari, fatto all'aeroporto di Fiumicino nel 1999. Non si sapeva come sistemarli, e pare che qualcuno li fece scappare», spiega Federico Coccìa, presidente della Fondazione Bioparco. Hanno una capacità di adattamento unica, anche in una città calda come la nostra soprattutto nell'ultimo periodo. Non essendo una specie autoctona, però, i pappagalli sono andati a contrastare uccelli della loro portata, come gabbiani e cornacchie. Si scontrano, con violenza, per territorio e cibo. E, a differenza dei piccioni...

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