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LE INCHIESTE SULLA SINDACA

Nomine e polizze intestate alla Raggi, Romeo interrogato per cinque ore: "Ho avuto giornate migliori"

Nomine e polizze, Romeo davanti ai pm

Più di cinque ore davanti ai pm. Tanto è durato in procura a Roma l'interrogatorio di Salvatore Romeo, ex capo della segreteria politica di Virginia Raggi indagato per abuso d'ufficio in concorso con la sindaca nell'inchiesta sulle nomine dell'amministrazione M5S. Davanti al procuratore aggiunto Paolo Ielo, al sostituto Francesco Dall'Olio e al capo della Squadra mobile Luigi Silipo, oltre alla vicenda della nomina di Romeo si è affrontata anche la questione polizze vita intestate alla stessa sindaca Virginia Raggi.

"E' andata bene, penso di aver chiarito tutto, l'interrogatorio si è svolto in un clima sereno e collaborativo anche se ho avuto giornate migliori", ha detto ai giornalisti Salvatore Romeo, lasciando gli uffici della Procura di Roma. "I magistrati, che hanno fatto sul mio conto indagini patrimoniali molto complesse - ha spiegato l'ex capo della segreteria politica della sindaca Raggi, visibilmente provato da oltre cinque ore di interrogatorio - hanno voluto approfondire ogni dettaglio e analizzare ogni sfaccettatura della vicenda. Non mi sembra che mi abbiano fatto contestazioni nuove". Nei prossimi giorni, i difensori di Romeo presenteranno una memoria ai magistrati.

Romeo, accompagnato dall'avvocato Riccardo Luponio, si è presentato a piazzale Clodio per l'interrogatorio alle 19:30 di mercoledì, dopo un'altra giornata difficile per Virginia Raggi, e proprio dei suoi rapporti con la sindaca parla con i magistrati che lo indagano per abuso di ufficio in merito alla sua nomina. Il reato ipotizzato è "in concorso" con la sindaca perché da lei Romeo è stato scelto, e questo fa salire a due le indagini per abuso d'ufficio a carico di Raggi, già coinvolta nell'inchiesta legata alla nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, a capo del dipartimento Turismo (nella quale risponde anche dell'accusa di falso in atto pubblico).

Ancora prima delle verifiche effettuate dalla procura, la nomina di Romeo era stata criticata, l'estate scorsa, dall'allora capo di gabinetto Carla Raineri che dopo le dimissioni, in polemica con la sindaca, presentò un esposto dal quale partì l'indagine della procura sulle nomine capitoline. Inoltre Romeo presentò alla sindaca quel Raffaele Marra divenuto capo del personale del Comune prima di finire in carcere, lo scorso 16 dicembre. E, sempre Romeo, nel gennaio del 2016 intestò a Virginia Raggi le due polizze sulla vita, del valore complessivo di 33mila euro, che hanno scatenato nell'ultima settimana una nuova ondata di polemiche sulla giunta capitolina.

La nomina a capo della segreteria politica, arrivata per Romeo nell'estate del 2016, di fatto gli triplicò lo stipendio: da 39 mila euro lordi l'anno, a 110 mila, scesi successivamente a 93 mila dopo l'intervento dell'Autorità nazionale anticorruzione. 

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  • moratti

    carlo

    05:05, 09 Febbraio 2017

    VirGenia inetta devastante

    Ma non è solo Romeo, donatore di polizze, a doversene andare, o Berdini a dover rimettere il mandato, bensì la Raggi, per evidente incompetenza: ormai è inviluppata ed in avvitamento, dopo 8 (OTTO) mesi di totale immobilismo rispetto ai problemi della Capitale (che peggiorano di giorno in giorno) inseguendo ingiustificabili relazioni di "collaborazione politica" con Muraro, Marra, e ora Romeo, mentre Grillo e Di Majo si affannano ad alzare muri, e pure minacce ai giornalisti...due metri e due misure (vedi Pizzarotti a Parma), è una vergogna ed uno schifo estremo, mentre la città è dominata da mondezza, topi, ladri, borseggiatori, voragini stradali, traffico ed inefficienza dilaganti. Tutto fermo, persino la pavimentazione di piazza Venezia, iniziata con Ignavo, con VirGenia è stata bloccata (un suicidio passarci su 2ruote!). Che sia cacciata per quella esuberante inettitudine che Grillo minacciosamente cerca di difendere, ma che ormai è un simbolo della loro incapacità.

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