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CAOS A 5 STELLE

Metro C, Raggi scende al Colosseo

Il governo convoca l'assessore Meleo per erogare nuovi fondi. Il Comune però rifiuta: niente prosecuzione fino a piazza Venezia

Metro C, Raggi scende al Colosseo

Il finanziamento governativo per arrivare a Piazza Venezia? «No grazie, non ci serve. Scendiamo al Colosseo». Avrebbe risposto più o meno così Linda Meleo, assessore capitolino alla Mobilità, di fronte ai rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che avevano convocato il Comune e Roma Metropolitane per ragionare sulla prosecuzione della linea C. L'esponente della Giunta grillina si sarebbe quindi fatta portavoce di Virginia Raggi, che già in Assemblea Capitolina nelle scorse settimane aveva dichiarato la volontà politica di portare avanti la realizzazione della terza linea del metrò - oggi aperta da Pantano a Lodi - solo per la parte già finanziata, quindi fino alla fermata Colosseo/Fori Imperiali. Se poi, un giorno, si vorrà concludere il progetto completando il tracciato originale che avrebbe dovuto spingere la linea verde fino a Clodio, bisognerà farlo, probabilmente, con un nuovo appalto, un nuovo quadro economico, forse nuove imprese. Insomma, ricominciando tutto da capo. E se la linea dovesse essere confermata, entro la fine dell'anno a questo punto la Giunta dovrebbe anche comunicare la volontà di sciogliere il contratto con il Consorzio Metro C, ovvero le imprese che stanno costruendo l'infrastruttura.
Ma a cosa rinuncia il Campidoglio e quanto risparmierà? Il tratto Colosseo-Piazza Venezia fa parte della cosiddetta T2, la tratta funzionale centrale di tutta l'opera, ovvero la Clodio/Mazzini-Fori Imperiali/Colosseo, che avrebbe dovuto passare appunto da Venezia, poi Chiesa Nuova, Risorgimento e Ottaviano. La T2 costerebbe da progetto circa un miliardo, di cui 769 milioni di euro sarebbero ad appannaggio del governo (che paga la linea C al 70%); per il tratto che passa sotto i Fori, nel giugno 2013 il Cipe ha concesso un finanziamento al Campidoglio di 300 milioni, confermato nel 2015 con l'avvio delle opere preliminari e la messa in esercizio del tratto Pantano-Centocelle. Tuttavia, non è mai stato chiaro fino in fondo il destino di questa opera.
Agli atti ci sono due progetti diversi, uno che individua Venezia come «stazione terminale», consegnato il 14 aprile 2014, e l'altro che indica la stessa come «stazione passante», completato il 15 dicembre 2014. Fermando la linea C a Fori Imperiali, si darebbe comunque la possibilità alla tube verde di incrociare entrambe le altre metro esistenti, la A e la B - oltre all'anello ferroviario in previsione della realizzazione di Pigneto Fs - ma il rischio, secondo i contrari allo stop, sarebbe quello di congestionare la linea A nel tratto caldo San Giovanni-Flaminio, a causa dell'eliminazione della «rottura di carico» a Ottaviano.

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Commenti

  • Paolina

    Paola

    Giannone

    09:09, 23 Novembre 2016

    METRO C

    La "rottura di carico" tra la MC e la MA si manifesterà ben prima, subito, già a San Giovanni per l'inadeguatezza della Stazione San Giovanni e delle altre Stazioni e delle banchine, che "ab origine" erano state progettate e costruite per il flusso di traffico di una sola Linea Metro e non di due.

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  • 16:04, 19 Novembre 2016

    Mo arriva la funivia tranquilli.

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  • mario

    rossi

    09:09, 19 Novembre 2016

    Io penso che siamo in molti.

    Anche tra quelli che hanno votato, onestamente sperando in un cambiamento, i M5S, penso che che siamo in molti a speriare in un commissariamento che spazzi via questi incapaci caproni, capaci solo di dire di NO. Sono 5 mesi che dicono che hanno altre priorita`, ma non dicono quali. Finora l'unica priorita` visibile, e` quella di prendersi lo stipendio, magari ridotto, ma vuoi mettere? Prendersi comunque un bel po' di soldi rischiando niente, perche` non fanno niente? Almeno i vecchi partiti ladroni, ogni tanto, qualcosa per i cittadini facevano. I M5S manco il minimo sindacale.

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