cerca

CORTE DEI CONTI

L'ex ad Broggi dovrà risarcire l'Atac

La condanna nei confronti del manager per 360mila euro. Ha aumentato indebitamente i compensi del presidente del Collegio dei sindaci

L'ex ad Broggi dovrà risarcire l'Atac

Aveva concesso compensi aggiuntivi non dovuti all’ex presidente del collegio sindacale di Atac, Renato Castaldo. Per questo la Corte dei conti del Lazio ha condannato Danilo Broggi, ex amministratore delegato della municipalizzata del trasporto pubblico di Roma, a risarcire all’Atac 360 mila euro.
La retribuzione annuale di Castaldo, sindaco della società da luglio 2010 ad aprile 2013, era stata fissata con la delibera dell’Assemblea dei soci del 28 luglio 2010, facendo esplicito riferimento ai minimi tariffari stabiliti dai decreti del presidente della Repubblica del ’94 e del ’97, poi recepiti dal Comune di Roma nel 2007. Tali compensi si sarebbero dovuti applicare fino alla fine del contratto, anche se nel corso del rapporto di lavoro sono entrate in vigore le nuove tariffe. A fondamento di questa tesi c’è l'articolo 2402 del codice civile, secondo cui: «La retribuzione annuale dei sindaci, se non è stata stabilita nello statuto, deve essere determinata dall’assemblea all’atto della nomina per l’intera durata del loro ufficio».
Nonostante la chiarezza del quadro interpretativo, fa notare la Procura contabile, l’allora ad di Atac Broggi aveva stipulato il 22 novembre 2013 un atto transattivo con il ragioniere Castaldo con il quale gli liquidava compensi aggiuntivi, a titolo di aumenti tariffari, oltre ai compensi già fatturati per il triennio 2010-2013, per un totale di 360 mila euro. Nella fase conclusiva delle indagini il pm Massimo Perin aveva chiamato in causa anche al sindaco Castaldo. Poi, nella citazione a giudizio, il magistrato ha ritenuto che non ci fosse la giurisdizione nei suoi confronti, in quanto mero percettore delle somme. La responsabilità è stata quindi addebitata esclusivamente all’ingegner Broggi, perché il danno deriverebbe da una sua esclusiva decisione, presa in totale autonomia e in contraddizione con le indicazioni del socio pubblico.
"La questione sui compensi - si legge nella sentenza - doveva essere risolta dall’amministratore delegato conformemente alla chiara interpretazione che era stata univocamente fornita dal Comune di Roma. Tale chiarezza interpretativa costituisce il fondamento della colpa grave imputata all'ingegner Broggi per essersi discostato ingiustamente da tale direttiva". "La situazione non permetteva pertanto - concludono i giudici della Corte - nessuna plausibile incertezza sull’interpretazione fatta propria dal socio unico azionista. Interpretazione confermata dagli stessi due pareri richiesti dagli amministratori di Atac, a seguito delle incessanti pressioni del sindaco Castaldo". In effetti entrambi i pareri erano concordi nel giudicare non applicabili le nuove tariffe ai sindaci legati con la municipalizzata da un rapporto già in corso. Nonostante questo Broggi ha firmato l’atto transattivo che ha liquidato all'ex presidente del collegio sindacale di Atac 360 mila euro. Soldi che adesso dovrà restituire di tasca proprio il manager.
Questa vicenda era stata fortemente denunciata dal Movimento 5 Stelle, che a settembre del 2014 aveva presentato un esposto alla Procura contabile del Lazio e a quella penale di Roma. I grillini avevano anche presentato una richiesta di accesso agli atti. "Dall’esame dei documenti acquisiti sono spuntate ben quattro lettere nelle quali Roma Capitale esprimeva chiaramente e motivatamente la ferma e inequivoca contrarietà alla richiesta di aumento dei compensi per Castaldo".

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Opinioni