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Farmacap, ai domiciliari il commissario Alvaro

Turbativa d’asta e falso assieme all’imprenditore Giordano

Farmacap, ai domiciliari il commissario Alvaro

Alvaro

«Lo vuole la politica». Questa la motivazione che avrebbe portato Francesco Alvaro, commissario straordinario di Farmacap (azienda partecipata al 100% dal Campidoglio, che gestisce, tra l'altro, le farmacie comunali di Roma), ad alterare la gara per i servizi offerti nell'asilo nido di via Bossi, all'Infernetto. Il dirigente è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di turbativa d'asta e falso in atto pubblico. È indagato per gli stessi reati Giuseppe Giordano, a capo del raggruppamento di imprese che nell'agosto 2015 si è aggiudicato l'appalto da 36 mila euro l'anno, per 6 anni, per la gestione del nido di via Bossi e di due immobili dove sarebbero stati dislocati altri asili.

 

Il bando di gara, secondo la Procura e i riscontri investigativi dei carabinieri del Nas, sarebbe stato sottostimato in maniera netta, perché fatto su misura per l'unico concorrente in lizza: la società Dragona servizi di Giordano. Per l'imprenditore il gip ha applicato la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Nadia Plastina, è stata avviata sulla base delle denunce presentate da Simona Laing, nominata nell'agosto 2015 direttore generale della stessa Farmacap. La dirigente «ha rilevato gravi irregolarità che a suo dire hanno compromesso la produttività economica della società». Di fronte a tutto questo Alvaro «aveva reagito alla sua richiesta formale di acquisizione della documentazione minacciandola di morte». Il commissario straordinario «non solo aveva rifiutato di consegnarle la documentazione richiesta, ma anche di mettere la questione all'ordine del giorno ed inoltre aveva evocato le sue origini calabresi aggiungendo che l'avrebbe fatta fuori se non avesse cessato di dargli fastidio». Una condotta scriteriata - precisa il gip Costantino De Robbio - che non può che suscitare allarme».

 

Nel provvedimento si fa riferimento anche ad una intercettazione in cui Alvaro, parlando con un interlocutore in merito al suo modo di operare, spiega che era dovuto ad un livello superiore: «Lo voleva la politica». «Tale dichiarazione - si legge nell'ordinanza di arresto - appare adombrare uno scenario di coinvolgimento di esponenti politici ed amministrativi a livelli superiori rispetto a quanto già emerso». In effetti, ci sono altri iscritti nel registro degli indagati, oltre di due destinatari delle misure cautelari. Quel che è certo è che Alvaro venne nominato dall'ex sindaco Ignazio Marino commissario straordinario di Farmacap, per risanare una società in profondo deficit. L'incarico, che inizialmente aveva una durata di 3 mesi, è stato prorogato dallo stesso Marino a tempo indeterminato. Dalle indagini dei carabinieri, al comando del capitano Dario Praturlon, è emerso che Alvaro aveva presentato Giordano alle educatrici dell'asilo di via Bossi già come il gestore, prima ancora che il Comune rinnovasse la convenzione alla Farmacap e che venisse bandita la gara. Gara che poi si è concretizzata in una mera manifestazione di interesse. Proprio su questo il sindaco Virginia Raggi (all'epoca consigliere comunale di M5S) aveva girato un video nell'asilo in cui denunciava aspramente la procedura di aggiudicazione utilizzata. Alvaro aveva risposto alla Raggi con una lettera in cui si giustificava dicendo di «aver modificato lo schema previsto dalla legge a causa dell'improvvisa necessità di far fronte alla gestione di tre asili in un breve lasso di tempo».

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