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"Il MoVimento un circo equestre. Dove sono trasparenza e novità?"

L'intervento di Vincenzo De Luca

Potrei dire cose pungenti, diciamo, ma non le voglio dire. Manteniamoci alla cronaca. Beh, a Roma noi abbiamo avuto la prima vera grande prova della capacità di governo del famoso MoVimento 5 Stelle e dell’ancor più famoso direttorio. Sfiderei qualunque cittadino italiano a sapere che cos’è questo direttorio. Poi avete visto che si sono moltiplicati questi direttori. Abbiamo appreso che c’è il direttorio nazionale, poi c’è pure il direttorio romano... direttorio romano. Chi sono? Chi li ha messi? Che fanno? È veramente una Piedigrotta. Abbiamo avuto la prima grande vera prova della capacità di governo di questo grande circo equestre che è il MoVimento 5 Stelle. Quando un movimento prende milioni di voti c’è sempre da riflettere (...). Ma bisogna avere anche il coraggio di dire quello che uno ritiene sia la verità. Per me questo è un circo equestre. Bene, a Roma c’è stato un disastro amministrativo. Giunte di vario tipo, responsabilità del Pd, della giunta di centrosinistra. Questo dato è stato acquisito e sanzionato dagli elettori romani (...). Dopodiché rilevo, nessuno si aspetta che in tre mesi un sindaco (...) risolva tutti i problemi (...). Però possiamo rilevare che avevano comunicato i 5 Stelle che sono sempre i primi della classe, che avrebbero detto ai cittadini romani come si sarebbe formata la giunta del Comune di Roma. Hanno preso un impegno e hanno violato l’impegno (...). Primo, la giunta di Roma è stata l’ultima giunta che si è formata in Italia. La Capitale. E la cosa incredibile è che c’è un solo partito che deve esprimere (...). Siete soltanto voi. Il circo equestre. Bisognava solo decidere i ruoli. Ci hanno messo 40 giorni, credo, per definire la giunta (...). Secondo, la trasparenza. Lei ha capito dove, chi, come si decide? Qual è il ruolo di Grillo, di Casaleggio, del direttorio nazionale, locale, di quello interplanetario? Chi decide a Roma? Mi pare del tutto evidente che c’è uno scontro di correnti (...). Non sono neanche partiti. A Parma Pizzarotti è stato sospeso, credo tre mesi; Nogarin a Livorno ha problemi con i rifiuti; a Quarto il sindaco è stato sospeso o se n’è andato o si è dimesso. La trasparenza. Il sindaco di Roma viene chiamato a discutere nel Consiglio di Roma di quello che sta succedendo e non si presenta (...). Ma stiamo scherzando? Dovevano essere i più trasparenti, il web, la rete. Non si capisce niente. Che sta succedendo? E perché? Vuoi venire in Consiglio a spiegare che diavolo sta succedendo? O no? (...). Noi siamo i duri e puri, poi apprendiamo che il capo di Gabinetto della Raggi prende 195mila euro. Per me non è uno scandalo (...), perché io non ho fatto demagogia prima e perché a me interessa che la gente abbia gli attributi e che produca risultati (...). Siete stati voi a dire che avreste governato solo con i monaci trappisti, solo con i benefattori, con i caritatevoli. Dopodiché, apprendiamo che non solo abbiamo questa signora che prende 195mila euro, ma che alcuni dei principali responsabili dei disastri precedenti sono utilizzati nella nuova giunta di Roma. Mi riferisco, ovviamente, all’assessore all’Ambiente Muraro, che è stata consulente dell’azienda che ha prodotto il disastro dei rifiuti a Roma. Per dieci anni. Oh, ma voi state bene con la testa o no? (...). Il capo di Gabinetto, l’avete nominato voi. Si dimette l’assessore al Bilancio, dopo due mesi e mezzo, e il sindaco non si presenta in Consiglio comunale per spiegare i motivi? Ma stiamo scherzando? Questa doveva essere la nuova stagione della trasparenza, dell’onestà onestà, vi ricordate, saltavano sui banconi, onestà onestà, ammazza che onestà. Della sobrietà, del rinnovamento, il rinnovamento con quelli che lavoravano con Alemanno e questa signora che faceva la consulente dell’azienda dei trasporti (...). Siccome il MoVimento 5 Stelle è diventato una cosa rilevante sul piano politico, non si scherza più (...). Qual è la mia amarezza? Io credo che più della metà di quelli che votano 5 Stelle votano non perché siano dei premi Nobel quelli candidati nei 5 Stelle. Anzi, molto spesso nei territori sono impresentabili, sono improbabili, sono in qualche caso perfino esteticamente sgradevoli. Votano 5 Stelle, tanti che io conosco, per una ragione: perché gli fanno schifo le forze politiche tradizionali (...). E hanno trovato un modo, un canale, un’occasione per dire «andate al diavolo» (...). Come fare in modo che i cittadini normali possano recuperare rispetto e fiducia nei confronti di chi governa, magari con qualche esperienza e competenza, le istituzioni? Ovviamente, non poteva mancare un commento che ha fatto Luigino Di Maio sulla vicenda di Roma. E io non posso non rinnovare a Luigino Di Maio, anche sulla base delle vicende di Roma, il mio invito a un dibattito pubblico. Lo faccio perché è un nostro concittadino, è di Pomigliano, dove, come sapete, si è candidato prendendo 60 voti. Lo invito a un dibattito pubblico. E diavolo. La trasparenza, il popolo, la voce al popolo. E vediamoci da qualche parte.

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