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"I dati dell’Anticorruzione parlano chiaro Marino ha fatto più affidamenti diretti"

Parla Gianni Alemanno

"I dati dell’Anticorruzione parlano chiaro Marino ha fatto più affidamenti diretti"

CENSIS, ALEMANNO: IMPLEMENTARE POLITICHE FAMILIARI E RETI ASSISTENZA - FOTO 1

Nel dossier finito sul tavolo del procratore capo Pignatone, l’Anac rileva la presenza eccessiva di procedure negoziate e affidamenti diretti sia durante la sua consiliatura che in quella di Marino. Ma sembra quasi giustificare il suo successore ponendo il problema dei bilanci approvati in ritardo anche dalla sua Amministrazione. Che ne pensa?

«Il dossier dice in modo chiaro che il vero boom di procedure negoziali e trattative private dell’Amministrazione capitolina è avvenuto sotto la giunta Marino, non sotto la nostra. Stiamo parlando del 72,91% degli importi, ovvero il doppio, con un taglio netto delle gare ad evidenza pubblica, ridotte di un terzo con Marino. Cifre che non possono essere giustificate da ritardi nei bilanci, che fra l’altro durante i miei cinque anni sono stati sempre presentati nei limiti di legge».

 

 

Nel suo scontro con Sabella, il magistrato e assessore asserisce che la norma del 5% alle coop con lavoratori svantaggiati non esiste. Lei il contrario. Dov’è la verità? Reputa che comunque la regola andrebbe rivista come sostiene Gabrielli?

«Mi sorprende che l’assessore Sabella non conosca le leggi che regolano le convenzioni tra Enti Pubblici e le cooperative che operano nel sociale. Dovrebbe sapere che la riserva del 5% alle cooperative sociali è una norma prevista per legge istituita nel 1980 e che la cooperazione sociale che utilizza lavoratori cosiddetti svantaggiati ha una tutela costituzionale a cui tutti gli Enti Pubblici si attengono come prassi da anni. Il fatto che il malaffare possa essersi introdotto in questo meccanismo non significa che la norma va abolita ma piuttosto che vanno rafforzati gli strumenti di prevenzione e controllo in mano agli amministratori».

 

 

[===FREGI===] Pensa che la vicenda degli appalti in deroga o a procedura negoziata sia riferito a un malcostume politico o ci sono in realtà sacche di malaffare nella pubblica amministrazione capitolina?

[/===FREGI===]«Ci sono due realtà che si sovrappongono. In primo luogo va sottolineato che i dati diffusi dall’Autorità sulla Capitale sono sostanzialmente nella media nazionale, dove il 60% degli appalti finisce in procedura negoziata. Basta vedere i dati di Firenze sotto l’allora sindaco Matteo Renzi che affidò addirittura l’87,21% delle procedure in modo diretto. Questa prassi consolidata negli anni è figlia anche di una politica di tagli indiscriminati agli Enti Locali che ha messo in ginocchio i Comuni. L’assenza di strumenti normativi adeguati in mano ai Sindaci insieme alla costante emergenza dovuta al taglio delle risorse statali può certamente aver favorito il malaffare nell’amministrazione capitolina».

 

 

Crede che l’intervento di Gabrielli come "controllore" di Marino e il commissariamento di Ostia aiuteranno il Campidoglio a ripartire in termini di legalità?

«In un anno e mezzo di mandato il sindaco Marino è riuscito nell’impresa di scontentare tutti. Noi più volte come opposizione abbiamo rivolto un appello al primo cittadino affinché facesse un passo indietro per far tornare i romani al voto. Non sta a me definire i rapporti fra Gabrielli e Marino ma è sufficiente venire in Assemblea Capitolina e scorgere lo scollamento totale tra il Partito Democratico e la giunta Marino. I romani meritano di tornare alle urne».

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