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Metro C Spa, il controllore nominato dal controllato

Quando controllante e controllato sono la stessa persona, è possibile che più di qualcuno inizi ad avanzare dubbi e sospetti. Specialmente se in ballo ci sono 347 milioni di euro. Anche se poi si...

Metro C Spa, il controllore nominato dal controllato

ABBATTIMENTO DELL' ULTIMO DIAFRAMMA DEL TUNNEL PASSANTE A NORD OVEST DI ROMA

Quando controllante e controllato sono la stessa persona, è possibile che più di qualcuno inizi ad avanzare dubbi e sospetti. Specialmente se in ballo ci sono 347 milioni di euro. Anche se poi si trova la strada per rendere l’operazione legale e legittima. Succede nelle pieghe dei rapporti fra Metro C Scpa, il consorzio di imprese che ormai dal 2005 si sta occupando della realizzazione della terza linea della «tube» capitolina, e Roma Metropolitane, la municipalizzata che dovrebbe rappresentare il Campidoglio per il corretto svolgimento dell’opera.

Si viene così a scoprire che il Responsabile dei Lavori per la Sicurezza nei cantieri della Metro C è stato nominato nel 2006 direttamente del consorzio delle imprese, che poi ha provveduto a sua volta a nominare il Coordinatore per la Sicurezza. Ma quali sarebbero i compiti del Responsabile dei Lavori? Intanto, il principale, quello di amministrare la non indifferente cifra di 347 milioni di euro, il 18% del costo iniziale dell’appalto, che Roma Metropolitane stanziò il 10 maggio 2005, soldi che servivano a finanziare la costruzione di opere edilizie necessarie per la completa messa in sicurezza dei cantieri. Inoltre, sempre l’RdL ha il potere di firma sui Sal, le fatture che il contraente generale emette nei confronti del committente, in questo caso Metro C verso il Comune; infine, deve verificare l’idoneità di tutte le imprese appaltatrici, sia dal punto di vista economico che nel rispetto delle norme sulla sicurezza. Ora, che possa esserci un conflitto d’interessi, è sotto gli occhi di tutti. Ma la legge, cosa dice? Nella convenzione del gennaio 2005, all’art. 29, c’è scritto che «Roma Metropolitana svolgerà l’incarico di Responsabile dei lavori per la sicurezza», ma quasi 8 anni più tardi, lo scorso dicembre 2013, l’ad Luigi Napoli rispondeva a un’interrogazione del consigliere del M5S, Enrico Stefano, richiamandosi all’art. 2 bis del d.lgs 190/2002 per giustificare l’«auto-controllo» concesso al Consorzio. Il risultato è che c'è un grande silenzio rispetto a questa vicenda che, a parte il consigliere grillino, in pochi hanno sollevato. Eppure qualcosa si muove. Nell’ambito delle indagini sulla tragica morte di Luigi Termano, l’operaio di 26 anni che nel marzo 2012 perse la vita in un pozzo di 30 metri a Torre Maura, pare che l’ispettore della Direzione Provinciale del Lavoro, Claudio Petrelli, stia preparando una relazione ad hoc.

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