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27/10/2013 06:01

Musei, chiese e mezzi pubblici Centro ancora vietato ai disabili 1 2 3 4 5

Metro a ostacoli Sulla linea della metro A le fermate Spagna Flaminio, Barberini i e Repubblica hanno sono scale e niente ascensori A Spagna un lungo corridoio dovrebbe portare ai tornelli invece si...

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Metro a ostacoli
Sulla linea della metro A le fermate Spagna Flaminio, Barberini i e Repubblica hanno sono scale e niente ascensori
A Spagna un lungo corridoio dovrebbe portare ai tornelli invece si conclude con una scalinata proibitiva per chi si muove in carrozzina

Autobus proibito
Senza la pedana il carrozzato non sale. Spesso c’è il contrassegno sulla porta dell’autobus ma è un abbaglio perché manca lo stesso l’elevatore che permette di accedere e poi di scendere dal mezzo pubblico.
In questo caso il portatore di handicap deve armarsi di santa pazienza e aspettaree l’autobus successivo oppure chiamare il taxi

Vietato pregare
Il nostro «cicerone alle barriere della Capitale» ci ha portato davanti alla Chiesa di Santa Maria dei Miracoli. Ci sono quattro scale per entrare nella chiesa impossibili da superare perché manca una rampa.
La stessa situazione si è verificata in altre chiese del centro storico come San Pantaleo e Santa Andrea della Valle nella zona di Piazza Navona

Manca l’elettricità
Il montascale che porta dalla fermata metro Spagna a Trinità dei Monti non funziona: impossibile superare la rampa di scale. Un addetto dell’Atac prova a metterlo in moto ma niente da fare. In altre stazioni come Ottaviano da mesi due montascale sono stati installati ma è come se non ci fossero. Non funzionano semplicemente perché non sono stati mai collaudati

Accontentarsi delle vetrine
Moltissimi negozi del centro storico sono inaccessibili ai carrozzati perché hanno dei gradini di accesso e nessuno ha pensato a collocare degli ausili che permettano di superare l’ostacolo a chi non cammina.

L’alternativa è guardare le vetrine oppure richiamare l’attenzione dei commessi e fare shopping (si fa per dire) direttamente sul marciapiede

«Che giornata infernale! Era meglio se restavo a casa». Un giro nel centro di Roma per un disabile in carrozzina, senza accompagnatore, è un'esperienza da dimenticare. Siamo andati con il presidente di Fiaba, Giuseppe Trieste, per scoprire le difficoltà che incontra chi si muove sulla sedia a rotelle. Le stazioni della metropolitana sono inaccessibili. La maggior parte degli autobus non ha le pedane. I negozi hanno il gradino all'ingresso. I marciapiedi sono stretti, i sampietrini pericolosi, le chiese off-limits.

TRASPORTI Per arrivare in centro guai a scegliere la linea A della metropolitana. Le stazioni Flaminio, Spagna, Barberini e Repubblica sono inaccessibili per chi è sulla sedia a rotelle. C’è il rischio di rimanere bloccati lì sotto a causa delle scale mobili: mancano gli ascensori. Ci proviamo dalla fermata Spagna. Percorriamo un lungo corridoio in cerca dei tornelli di accesso, ma le scale mobili ci costringono a fare dietrofront. Ecco un ascensore. Non porta sui binari, ma a Trinità dei Monti. Lo prendiamo lo stesso, e all’uscita troviamo una scalinata. «Meno male c'è un montascale» esclama Trieste. Peccato non funzioni. Chiamiamo l'addetto dell'Atac, ma dopo dieci minuti d'attesa è lui stesso ad allargare le braccia: «Dovete rinunciare, non c'è corrente».. L'alternativa alla metro è l'autobus, a condizione che sia dotato della pedana per disabili. Anche in questo caso mission impossible. Quelli che hanno il contrassegno della pedana, in realtà ne sono sprovvisti. «La pedana non funziona» ci dice l'autista dell'89 a piazzale Flaminio. Ci proviamo ancora con il 160 e il 490, ma niente da fare. A poca distanza c'è la linea ferroviaria Roma-Viterbo. Facciamo una prova per vedere se almeno in questo caso abbiamo fortuna. Entriamo senza difficoltà nella stazione Flaminio, timbriamo il biglietto, ma una volta arrivati davanti al trenino per la carrozzina è impossibile salire con tre scalini alti venti centimetri l'uno.

MARCIAPIEDI E STRADE I sampietrini hanno grande valenza storica, ma per una persona sulla sedia a rotelle sono un problema. "Chi è affetto da tetraparesi spastica sarebbe già caduto dalla carrozzina", dice Trieste sconfortato mentre attraversiamo piazza del Popolo. Impossibile percorrere i marciapiedi su strade come via del Babuino. Troppo stretti.

ESERCIZI COMMERCIALI Ci consoliamo con lo shopping. Proviamo a entrare nei negozi in piazza di Spagna, via del Corso, via Frattina. La maggior parte, ha uno scalino, spesso molto alto. In un bar di piazzale Flaminio ci invitano persino a fare «attenzione al gradino».

CHIESE. Decidiamo, allora, di visitare qualche chiesa. Proviamo a entrare a Santa Maria dei Miracoli, a piazza del Popolo, ma gli scalini non ce lo permettono. Tentiamo con la gemella Santa Maria in Montesanto, ma anche qui non riusciamo a entrare. Attraversiamo la piazza ( la carrozzina rimane pure incastrata nei sampietrini) e arriviamo a Santa Maria del Popolo. Un'altra scalinata. Nella zona di piazza Navona non siamo più fortunati. Sant'Andrea della Valle, così come San Pantaleo, hanno le scale e non c'è un ingresso alternativo. Rinunciamo.

LUOGHI CULTURALI I musei principali in centro sono tutti attrezzati per i disabili. Ma pure quelli con ingresso secondario per i portatori di handicap possono presentare dei problemi. Come al Museo Barracco su corso Vittorio Emanuele che si trova in cima a una piccola scalinata. Ci accorgiamo, fortunatamente, della presenza di un ingresso disabili. Si trova in vicolo dell'Aquila, una stradina in salita lastricata di sampietrini. La carrozzina di Trieste rischia di ribaltarsi all'indietro se prontamente non riuscissimo a bloccarne la caduta. Anche all’Archivio di Stato in Corso Rinascimento ci sono delle scale. Lasciamo il nostro compagno di disavventure davanti all'ingresso ed entriamo. Nell'atrio troviamo il portiere che ci risponde: "L'ingresso disabili è sul retro". Se non ci fossimo stati noi, Trieste non ne sarebbe mai venuto a conoscenza. Sconsolati, decidiamo di tornare a casa. Senza esistare gridiamo: «Taxi!».

Giulia Bianconi






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