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11/02/2012 05:30

Maida freddato prima del processo bis

Martedì la revisione del caso Andrea Bennato La difesa: il nipote ucciso da «fuoco amico»

Prima che cercasse di scagionarsi dall'accusa di aver ucciso il nipote Andrea Bennato. C'è un retroscena nella storia finita nel sangue di Mario Maida, 61 anni, la sera di martedì 7 freddato da un colpo di pistola alla nuca esploso da un killer che lo aspettava all'uscita della sua autofficina in via di Torrevecchia. Si tratta di una vicenda che ha stravolto la vita di Maida e che per uno strano intreccio potrebbe essere legata anche alla sua morte. Maida era stato condannato a undici anni di carcere per l'assassinio del nipote Andrea Bennato, 30 anni, avvenuta la sera del 13 dicembre a Casal del Marmo, periferia nord della Capitale. Il giovane prese parte alla sparatoria scoppiata con lo zio per la lite su un parcheggio. Martedì prossimo davanti ai giudici il verdetto sarebbe stato rimesso in discussione da una tesi difensiva che avrebbe cercato di ribaltare quella accusatora. E cioè::durante quella sciagurata sera, non fu la pistola impugnata da Mario Maida a uccidere il nipote. Bensì, Andrea Bennato fu ammazzato da «fuoco amico», dalle pallottole esplose dai suoi due fratelli che erano presenti sul posto e insieme con lui sparono contro lo zio, e difatti arrestati qualche giorno dopo per tentato omicidio. La vicenda cominciò intorno alle 23.30 in seguito a una lite tra due ragazze, la fidanzata di un fratello di Andrea e la fidanzata del cugino della vittima. Le due donne avrebbero avuto una forte discussione in via Bernezzo quando, alla presenza del cugino di Bennato, avrebbero litigato per futili motivi sul parcheggio. La cognata del 30enne, infatti, era accusata di lasciare l'automobile davanti all'ingresso del negozio della coppia. Un litigio che non si risolse subito ma che portò i compagni delle rispettive giovani a decidere di sistemate la questione tra loro. Poco dopo la mezzanotte, Andrea Bennato insieme a due suoi fratelli si presentòo con mazze da baseball sotto casa del cugino, 28enne. A uscire dal palazzo, però, fu il padre del ragazzo, zio dei tre. Fu a quel punto che una semplice discussione si trasformò in una vera e propria sparatoria. Maida aveva con sé una calibro 9X21 e anche i tre fratelli erano armati: gli investigatori trovarono a terra una decina di bossoli di una semiautomatica, oltre ad altri 4-5 proiettili di una calibro 38 conficcati nel portone dell'abitazione dello zio di Bennato. Maida tirò fuori la pistola e dal balcone fece fuoco sui tre, a loro volta armati. Andrea venne colpito alla schiena, i fratelli fecero fuoco a loro volta. Ora l'intera dinamica sarebbe stata rimessa in discussione. Dopo l'omicidio di Maida, uno dei nipoti non si trova, sembra spasrito dalla circolazione. Montando il sospetto che la spiegazione del delitto del 7 possa trovarsi in quello del 2005.Fab. Dic.

Redazione online






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