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Arancia meccanica

«Apritecarabinieri». È cominciata così l'arancia meccanica per due coniugi romeni massacrati con mazze e chiavi inglesi. Quando mezz'ora dopo i carabinieri li hanno inseguiti e fermati avevano ancora i vestiti sporchi di sangue. L'altra sera i tre a volto coperto da parrucca e passamontagna suonano al campanello dell'appartamento in via Carpanzano, alla Borghesiana. Alle 21 circa lui, 39 anni, macellaio in una ditta, sposato con una connazionale di 41, casalinga, chiede: «Chi è». La risposta «carabinieri» lo lascia sorpreso. Come apre, uno dei balordi gli sferra un calcio in pancia. Poi la mattanza. I tre irrompono nella stanza, scaraventano i due a terra e cominciano a colpirli: con bastoni, tubi di ferro. Moglie e marito cercano di coprirsi ma è inutile. La violenza dei tre spezza le ossa, lacera le carni, perfino il cuoio capelluto dei poveretti ricoverati con quaranta giorni di prognosi al policlinico Tor Vergata. Il pestaggio dura minuti ma sembrano ore. I tre rapinano un cellulare poi salgono su una vecchia Fiat Punto e schizzano in direzione della Collatina. Sono le 21,30. Sull'altro lato della carreggiata l'equipaggio di una gazzella del Nucleo radiomobile del colonello Mauro Conte sta eseguendo normali controlli. I militari vedono la Punto sfrecciare e si mettono all'inseguimento. La corsa in auto dura poco. I carabinieri fermano i tre e subito notano i loro vestiti sporchi di sangue. Un giallo spiegato in diretta dalla sala operativa del 112. Via radio avvisa le pattuglie di ricercare tre soggetti responsabili del pestaggio di un uomo e una donna in casa, alla Borghesiana. La romena era riuscita ad avvisare i carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca. Arrivati subito nell'appartamento, avevano rilanciato la nota di ricerca alla centrale che a sua volta l'aveva estesa a tutti gli equipaggi. Compreso quello sulla Collatina. I tre sono Valentin Nicolae Oancea, Vasile Ojog e Yonut Ursachey, romeni di 25 anni, con precedenti. in passato uno ha lavorato nella stessa ditta di macellazione della vittima. Un indizio. La rapina di un cellulare, infatti, non basta a spiegare il massacro. I carabinieri stanno indagando sul poissibile movente: ruggini tra i due ex colleghi, uno sgarbo. Un ventaglio di motivi che per ora si immaginano soltanto.

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