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Roma, incendio in un campo rom<br/>Morto un bambino di tre anni

Nell'incendio divampato questa notte in alcune baracche di rom romeni in via Ercole Morselli è rimasto coinvolta un'intera famiglia romena: un bambino di tre anni, nato a Brescia, è morto, il fratellino di tre mesi, nato solo il 24 maggio scorso è ricoverato in terapia intensiva pediatrica al Policlinico Gemelli con ustioni sul 40% del corpo ed è in prognosi riservata, i genitori entrambi romeni e disoccupati, lui di 23 anni, lei di 21 anni sono stati medicati al Sant'Eugenio con 25 giorni di prognosi.


LA DINAMICA DEL ROGO - L'allarme è arrivato all'una e mezzo della notte dei vigili del fuoco hanno domato le fiamme intorno alle tre: quando hanno fatto il sopralluogo nelle quattro baracche distrutte dalle fiamme hanno trovato il corpicino carbonizzato del bambino di tre anni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia Roma Eur e i militari del nucleo investigativo del comando provinciale che stanno effettuando i sopralluoghi insieme ai vigili del fuoco. Le cause dell'incendio sono in corso di accertamento e militari e vigili del fuoco non si sbilanciano. Ma secondo alcune indiscrezioni ieri sera era stata lasciata accesa una candela nella baracca.


L'INSEDIAMENTO -
Le baracche dove si è sviluppato l'incendio costituiscono un insediamento abusivo, quattro baracche dove vivevano romeni rom. Il piccolo insediamento era stato bonificato e smantellato dal comune di Roma un anno e mezzo fa, ricordano dal Campidoglio. La sala dei servizi sociali del comune è intervenuta per dare supporto ai genitori, mentre il delegato alla sicurezza del Comune di Roma, Giorgio Ciardi, si sta recando sul posto.


2 ANNI FA UNA TRAGEDIA SIMILE -
Non è la prima volta che a Roma un bambino di tre anni muore carbonizzato in una baracca di fortuna: il 26 dicembre del 2008 nella pineta di Castelfusano, a Ostia, sul litorale romano, fecero la stessa fine Kristinel di 3 anni e la madre Dorina di 32, entrambi romeni. Il giorno di Santo Stefano Dorina, arrivata dalla Romania, dove viveva col figlio, era venuta nella capitale per trascorrere le feste di Natale con il marito, in Italia da diverso tempo. Accese un fuoco per cercare di scaldare quel ricovero fatto di legno e cartoni, ma in pochi minuti la baracca prese fuoco. Scampò alla tragedia il marito della donna poichè si era alzato molto presto per andare a lavorare. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno in quell'occasione parlò di una tragedia «terribile» e disse che contro «la piaga degli accampamenti abusivi dentro le aree urbane bisogna essere ancora più incisivi».


DEMOLITE LE BARACCHE RIMANENTI - In tarda mattinata sono arrivate le ruspe e hanno demolito le baracche rimaste, mentre tutti i rom sono andati andati via dal campo nomadi abusivo della Magliana, a Roma, dove questa notte è divampato un incendio nel quale è morto un bambino di tre anni, e un altro di tre mesi è in condizioni critiche. Alcuni rom hanno lasciato il campo da soli andando via con i propri bagagli, altri invece sono saliti su un autobus messo a disposizione dal comune, con l'aiuto di un ufficiale di collegamento dell'Ambasciata romena che ha spiegato dove sarebbero stati portati, rassicurandoli sulla loro destinazione in strutture di accoglienza messe a disposizione dal Comune. All'arrivo dell'autobus infatti c'è stato un piccolo parapiglia fra le forze dell'ordine e i nomadi, i quali avevano capito che l'autobus li rispedisse in Romania. Poi, dopo le varie spiegazioni, le persone hanno lasciato il campo. Successivamente sono arrivate alcune ruspe del Comune di Roma per la demolizione delle baracche del campo.
 

I GENITORI NON SONO RINTRACCIABILI - Non risultano al momento rintracciabili i genitori, rom di origine romena, del bimbo morto carbonizzato la scorsa notte durante l'incendio in un insediamento nomadi abusivo a Roma, nella periferia della capitale. Marian Firu ed Emilia Parinescu, di 23 e 21 anni, erano stati medicati questa mattina all'ospedale Sant'Eugenio dopo aver subito alcune lievi ustioni alle mani e ai piedi durante l'incendio. Poi i due sono stati dimessi e al momento hanno fatto perdere le proprie tracce. L'altro figlio, di tre mesi Marco Giovanni, anche lui ustionato, è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma.
 

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