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Studenti dell'Onda in corteo<br/>Scontri con le forze dell'ordine

Studenti dell'Onda in corteo<br/>Scontri con le forze dell'ordine

La protesta sotto il ministero della Pubblica Istruzione

Scontri tra polizia e studenti, cortei con migliaia di persone, proteste davanti ai ministeri e automobilisti imbottigliati. Ancora un giorno di passione a Roma nell'ultimo giorno prima della 'tregua di Natalè sulle manifestazioni in vigore fino al 12 gennaio. Il corteo dell'Onda, diretto al Ministero dell'Istruzione senza essere autorizzato, ha impattato contro le forze dell'ordine, deviando verso la sede del Dicastero dell'Economia. E tra gli studenti, secondo gli universitari, c'è stata una decina tra contusi e feriti «per le cariche della polizia». Tra loro un ragazzo con una mano fratturata e un altro con lesioni al labbro superiore, al naso e vicino all'occhio. Entrambi, a quanto riferiscono gli studenti, si sono fatti medicare in ospedale.

 

L'Onda è partita dalla Sapienza assieme a diversi studenti delle superiori e alcuni docenti precari, per un corteo
autorizzato solo fino a piazza della Repubblica. Qui sono cominciate le tensioni. Al grido «Alemanno, ma quale autorizzazione, andiamo al Ministero dell'Istruzione» sono arrivati gli universitari, che hanno tentato di forzare il cordone della polizia. Gli agenti hanno bloccato due volte, usando i manganelli, gli studenti che hanno fatto pressione sul cordone a mani alzate. Le strade sono state bloccate ai manifestanti. L'Onda, supportata anche da centinaia di studenti medi, ha deviato verso la sede ministero dell'Economia, a pochi passi, e sono cominciati nuovi scontri e tafferugli. Oltre un migliaio di giovani hanno protestato davanti al ministero dell'Economia per poi tornare in corteo alla Sapienza.

A proposito del corteo degli studenti, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha ribadito che le prescrizioni della Questura sono state adottate congiuntamente e «si sono anche rese necessarie proprio a tutela di tutti i diritti
costituzionalmente garantiti» e per evitare «la paralisi della città».  Rispetto alle tensioni registrate al corteo dell'Onda, è andata meglio a 600 studenti medi di vari licei romani, che dopo alcune trattative con la polizia sono partiti da Ostiense raggiungendo in corteo il ministero dell'Istruzione, dove a protestare sono stati anche alcuni insegnanti precari truccati da fantasmi e con delle 'lapidì di polistirolo.

Piazza del Popolo, invece, è stata invasa dal corteo dei lavoratori pubblici della scuola della Flc-Cgil, in 100.000 secondo gli organizzatori. Le vittime di un'altra giornata esasperante a Roma sono stati invece gli automobilisti. Nelle zone del centro, attraversate dai tre cortei, sono state chiuse alcune strade con la totale paralisi nei pressi della stazione Termini e a Porta Maggiore. Tra i primi a commentare le proteste degli studenti è stato il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, «rammaricata» del fatto che «alcune manifestazioni non sono dirette e coordinate dagli studenti ma dai centri sociali e dagli anarchici».

Sugli scontri di oggi è invece intervenuto, da Londra, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, per il quale gli incidenti «dimostrano che i problemi per la città non dipendono da un'inerzia» delle istituzioni, ma «dal conflitto di natura politica» di alcune fasce della società, «che rifiutano la regolamentazione delle manifestazioni». Ma per il segretario generale della Flc-Cgil Domenico Pantaleo, che oggi ha partecipato alla manifestazione del sindacato, «le manganellate agli studenti sono un fatto gravissimo».

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