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Le imprese soffrono ma nella città eterna la crisi non si sente

Roma resiste ai venti avversi della crisi economica. Grazie alle sue imprese che continuano a crescere, anche se più lentamente rispetto al 2008, trainate in particolare dallo spirito d'iniziativa delle donne e degli immigrati. Fatto sta che il primo trimestre 2009 si è chiuso con un aumento di 780 imprese rispetto al trimestre precedente e un primato per la Capitale: prima provincia italiana per tasso di crescita con +0,18%. La crisi a Roma almeno al momento non c'è, spiega Lorenzo Tagliavanti vice presidente della Camera di Commercio di Roma, che ieri ha presentato la settima Giornata dell'economia.

«Perché crisi significa rottura del sistema economico», e questa rottura, di fatto, non c'è stata se le imprese continuano ad aumentare. Semmai si parla di qualche segnale di sofferenza, che certo potrebbe peggiorare se alla lunga non ci fosse un'inversione di tendenza. Nel mondo del lavoro, ad esempio, la crisi ha iniziato a farsi sentire e ora anche le piccole imprese iniziano a non rinnovare i contratti in scadenza dei propri dipendenti, atteggiamento in ogni modo ben diverso dal licenziamento, ma indice di una certa preoccupazione nel futuro.

Nella provincia di Roma il saldo del 2009, in base a previsioni Excelsior-Unioncamere, è negativo per 14 mila unità, vale a dire circa -1,6% in termini relativi contro il dato nazionale pari a -1,9%. Importante l'apporto di donne e immigrati in termini di crescita del tessuto produttivo. Le prime, che superano quota 95.000 e rappresentano il 6,7% delle imprese femminili in Italia, gli stranieri che contano nel 2008 quasi 29 mila tra titolari e soci. Poi c'è l'artigianato, che rischia tutt'altro di voler scomparire con le sue 70.286 imprese, vale a dire il 16,4% dell'intero apparato produttivo romano e gli stessi artigiani che sempre più spesso abbandonano il lavoro autonomo per mettere su una vera e propria impresa, «mostrando in questo modo - incalza Tagliavanti - una forte maturità».

E c'è l'export che mostra segnali positivi anche in questi primi mesi del 2009, con le principali aeree di destinazione che sono Germania e Regno Unito, aeree cioè particolarmente "esigenti". E ancora il Pil che nel 2008, a Roma e Provincia, è stato pari a 33.938 euro (la media nazionale è pari a 26.300) e che colloca la capitale al terzo posto dopo Milano e Bologna nella classifica italiana per province. Nessun problema allora? Non è proprio così se si accenna alla questione del credito e alle ben note difficoltà di accesso alle forme di finanziamento, specie per i piccoli imprenditori. Tagliavanti lo dice chiaramente: «Le imprese a questo proposito devono essere aiutate». Da qui la scelta di un protocollo d'intesa tra Abi regionale e Camera di Commercio di Roma, che verrà presentato a breve, ma che intende garantire alle imprese un più facile accesso al credito.

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