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Prostituzione, primo rimpatrio

Prostituzione, primo rimpatrio

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L'altro ieri gli agenti della Polizia hanno eseguito il rimpatrio di una prostituta romena per motivi di pubblica sicurezza. La donna, 26 anni, più volte identificata e multata nel corso dei pattuglioni antiprostituzione, non si è mai registrata all'anagrafe, né ha mai svolto ufficialmente altra attività oltre la prostituzione. Per questi motivi il questore ha inviato al prefetto una proposta di allontanamento con intimazione a lasciare il territorio nazionale che è stata accolta e trasformata in un decreto.

 La donna, inottemperante a tale provvedimento, è stata trattenuta nel Centro identificazione ed espulsione di Ponte Galeria. Ottenuto il nulla osta dal Tribunale di Roma è stata poi accompagnata dalla Polizia all'aeroporto di Fiumicino e affidata alla Compagnia Aerea Tarom, la cui sicurezza ha provveduto a scortare la donna fino in Romania. «Questa misura - spiega la Questura - rappresenta un ulteriore strumento finalizzato a rendere ancora più efficace l'ordinanza del sindaco di Roma contro il fenomeno della prostituzione». Soddisfatto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

«Desidero congratularmi con gli agenti della Polizia per la mirata ed efficace attività di contrasto alla prostituzione che portano avanti giorno dopo giorno e che contribuisce a restituire ai romani una città più sicura e vivibile. Il rimpatrio della prostituta rumena, mai registrata all'anagrafe, senza alcun mezzo di sostentamento al di fuori della prostituzione, è un importante passo in avanti nella lotta alle situazioni di clandestinità e di illegalità, nell'ottica di migliorare il rispetto della sicurezza di tutti i romani e le condizioni di vita degli stranieri che vogliono vivere e lavorare onestamente a Roma. Per questo - aggiunge Alemanno - rivolgo un appello al Governo, perché nel disegno di legge sulla sicurezza pubblica, in questi giorni in esame alla Camera, venga aumentata la pena edittale a non meno di tre anni anche per i cittadini comunitari già rimpatriati o che rientrano in Italia». Di parere contrario la Provincia di Roma. parla l'assessore alle Politiche culturali, Cecilia D'Elia: «È demagogia - sostiene - Il rimpatrio è il primo a Roma per motivi legati alla prostituzione. È un provvedimento disumano frutto di una società che confonde il decoro con la sicurezza».

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