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La moglie piange e il rapinatore finisce in cella

Unamoglie emotiva ma certamente più responsabile di lui. Mentre assisteva a una rapina tentata dal marito, infatti, si è disperatamente messa a piangere. Un fatto che ha interdetto per qualche istante il rapinatore e ha così consentito alla vittima di turno di dare l'allarme e farlo arrestare. È accaduto ieri nella zona di Boccea. Forse per non perdere l'occasione e neanche tempo per portarla a casa e poi vestire i panni del bandito, un giovane pluripregiudicato romano di ventisei anni, ha deciso di procedere dopo aver lasciato la donna in macchina. Lei, però, nell'attesa che il marito tornasse col bottino, si è spaventata ed è scoppiata in lacrime, attirando l'attenzione dei passanti. G. B. ha tentato ugualmente il copolo nel chiosco di un fioraio, un cittadino egiziano di 43 anni, in via Boccea: armato di coltello, lo ha minacciato intimandogli di consegnargli il denaro e il braccialetto d'oro che lo straniero aveva al polso. Intanto la moglie, spaventata dall'azione del marito, ha cominciato a piangere distraendo il ventiseienne. Un momento di esitazione che ha consentito alla vittima di segnalare quanto stava accadendo ad alcuni agenti in servizio di pattugliamento della zona. I poliziotti, che erano a bordo della volante del Commissariato Aurelio, sono intervenuti e hanno disarmato G. B. che è finito in manette con le accuse di tentata rapina. Quindi gli agenti hanno provveduto a calmare e rassicurare la moglie del giovane aspirante rapinatore.

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