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Roma Capitale,<br/> via alla riforma

Roma Capitale,<br/> via alla riforma

Il premier Berlusconi e il sindaco Alemanno

{{IMG_SX}} «Finalmente Roma Capitale. Un risultato, un successo che ho, che abbiamo inseguito per lungo tempo. Evviva!». Due righe per raccontare un impegno lungo, poche parole con le quali il premier Silvio Berlusconi ha lasciato il suo messaggio sul libro d'oro del Campidoglio, nella visita di questa mattina per spiegare la legge su Roma Capitale. Ma sono anche due righe che sintetizzano, per dirla con le parole del sindaco Gianni Alemanno, «la collaborazione e la sinergia» tra l'amministrazione capitolina e il governo.

«Senza questo aiuto - ha ammesso il primo cittadino - sarebbe stata difficile». L'aula Giulio Cesare, invasa da giornalisti, rappresentanti dell'industria e dei municipi capitolini ha ascoltato una conferenza breve ma diretta nella quale hanno parlato della nuova legge su Roma Capitale il premier, il sindaco di Roma, il presidente della commissione speciale per le Riforme istituzionali per Roma Capitale Francesco Smedile (Pd), il vicesindaco Mauro Cutrufo e il presidente del Consiglio comunale Marco Pomarici. Proprio quest'ultimo ha sottolineato, nel ringraziare Berlusconi e Alemanno, «l'opportunità di scrivere una pagina storica di Roma che mi auspico possa dare alla luce un modello amministrativo innovativo e inaugurare una nuova stagione di riforme e di sviluppo». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Smedile, secondo cui si è di fonte a una riforma «che non è solo per pochi, per gli eletti», grazie a un «approccio bipartisan». Ed è anche il momento, ha osservato Cutrufo, di avere «una governance adeguata ad un territorio che è il più grande d'Europa».

Per Berlusconi, si realizza così «un sogno perseguito da 15 anni, da me e dal mio amico Bettino Craxi». Il premier - che si è affacciato anche dallo studio del sindaco con vista sui Fori Imperiali - ha ricordato l'iter che ha portato all'approvazione della legge: «Dovevamo superare le difficoltà all'interno della maggioranza e siamo arrivati a questo grande risultato». Siamo «fieri» perchè «Roma è riconosciuta come una città importante in Europa». Il Cavaliere ha anche elogiato l'atteggiamento dell'opposizione durante l'iter di approvazione della nuova norma: «Sarebbe bello pensare che anche in futuro si potessero aiutare coloro che hanno responsabilità al governo e chi è all'opposizione», per raggiungere «la collaborazione che si è realizzata in Parlamento e nelle commissioni per quanto riguarda questa decisione». Un comportamento che «rende onore all'opposizione». Detto questo, Berlusconi ha sottolineato che l'iter non è ancora finito: «Il passaggio di competenze, di risorse e beni, e di una parte del patrimonio dello Stato è un lavoro che deve essere continuato. È un lavoro di cesello, e sarà molto importante la collaborazione tra il governo, tra il ministero dei Beni culturali, tra il Parlamento».

Ma per il premier è anche l'occasione per rimarcare l'importanza di infrastrutture come l'Alta velocità, grazie alla quale «ora da Milano potranno piombare a Roma i milanesi in 2 ore e 35 minuti. Potrebbe perciò - ha ironizzato - esserci un'invasione». L'Alta velocità, ha osservato, «avvicina il nostro paese, fa diminuire le distanze e magari le incomprensioni». Berlusconi ha spiegato che «secondo un recente sondaggio il 92 per cento dei nuovi ricchi di Cina, India e Russia vuole venire in Europa. Il 57 per cento ha manifestato il desiderio di visitare l'Italia e Roma. C'è perciò una prospettiva fantastica davanti a noi». Il tutto grazie anche al patrimonio artistico italiano, «che non si può delocalizzare». Un punto ripreso anche da Alemanno: «Roma non sarà più la città del centralismo burocratico, ma vogliamo essere un esempio, la città universale».

Alemanno ha ricordato che «nella globalizzazione vincono le eccellenze». Qualità che a Roma non mancano: «Con questa nuova legge valorizzeremo i beni artistici e il polo turistico». In questo modo, ha auspicato il sindaco, «vogliamo battere Parigi con il secondo Polo turistico». Infine, lo scambio di doni fra il presidente del Consiglio e il primo cittadino capitolino. Alemanno ha regalato al premier una piccola statua in metallo rappresentante la lupa capitolina. Berlusconi ha regalato un fermacarte di Palazzo Chigi dove, ha ricordato, Alemanno «ha lavorato con me per diversi anni e ha lavorato benissimo». Pronta la replica del sindaco: «Per Roma - ha concluso - ci aspettiamo ben altri regali».


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