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Inferno all'Atac, distrutti 30 bus

La causa: corto circuito o dolo. Vertice tra investigatori di polizia e pompieri

.Ieri mattina trenta minibus elettrici dell'Atac sono stati letteralmente divorati dalle fiamme che hanno invaso il piano basso della rimessa in via delle Mura Portuensi, davanti Largo Bernardino da Feltre, a Trastevere. A Roma è l'unico deposito di minibus elettrici attivi su quattro linee: 116, 117, 119 e 125. I danni ammontano a circa 3 milioni di euro. Incerta la causa del disastro: corto circuito durante la ricarica di una delle batterie oppure incendio doloso, anche se non sono state trovate tracce evidenti, come taniche oppure inneschi. Sono intervenuti una decina di mezzi dei vigili del fuoco, vigili urbani e polizia del commissariato Monteverde che ha aperto un'indagine. Domani si terrà un vertice tra Scientifica ed esperti del Nucleo investigativo antincendi, ieri entrambi sul posto. L'incidente è stato il "battesimo del fuoco" per il nuovo comandante provinciale dei vigili del fuoco, Gioacchino Giomi, alla sua prima uscita sul campo. L'allarme alla sala operativa dei vigili del fuoco arriva alle 5,27. La sede del 115 più vicina è quella dell'Ostiense. Alle 5,23 il mezzo è corso via per due auto in fiamme in via Garibaldi. I soccorsi devono muoversi da via Genova e pochi minuti dopo sono lì. Il fuoco però non sembra divampato da qualche giro di lancetta d'orologio. Il rogo ha steso un mantello bollente su tutte le vetture. Esplodono vetri, pneumatici, tutto sfrigola. Le lingue di calore si allungano oltre l'entrata dalla rimessa e corrono sulla parete grigia del deposito annerendola. La ricostruzione degli esperti dovrà stabilire anche quando approssimativamente è divampato l'incendio. Chi se ne poteva accorgere in tempo? All'entrata del deposito c'è una guardiola occupata di notte da un vigilante, e ci sono due telecamere: una guarda l'ingresso della rimessa al piano basso, fissata poco sopra; l'altra è al piano superiore del deposito ed è puntata sulla strada, per vedere chi entra. Ma tutte e due sono spente. Da sei-sette mesi, per lavori di ristrutturazione i monitor sono stati smontati dalla guardiola. E inoltre, il contratto con l'Italpol non prevede il controllo a piedi nelle rimesse ma solo all'entrata. Gli ultimi bus rientrano alle 3 di notte. Una volta parcheggiati, le batterie di ogni mezzo vengono messe sotto carica. Ieri è scoppiato l'inferno.

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