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Pendolarismo Nuovi autobus e cura del ferro

VivianaSpinella Una cura del ferro per ridare «dignità» ai pendolari. Ai 450 mila lavoratori che ogni giorno si spostano nella regione alla volta di Roma. Scontando ritardi, soppressione delle linee, scarsa sicurezza nelle stazioni. È pensando a loro, sottolineano dalla Regione, che la giunta Marrazzo ha stanziato 590 milioni di euro per la qualità del trasporto pubblico locale. Per acquistare 350 autobus a impatto zero per il servizio urbano ed extraurbano, per comprare 18 nuovi treni, per riqualificare 156 stazioni. Una gran fetta degli stanziamenti, 325milioni, andrà alla linea ferroviaria Roma–Civitacastellana–Viterbo che diventerà una vera e propria metropolitana leggera di superficie. Previsto il raddoppio della tratta Roma–Montebello–Riano, Riano–Sant'Oreste–Pian Paradiso, e l'acquisto di 10 nuovi convogli. Tempi certi e rapidi di realizzazione: «Metteremo queste e le altre misure in cantiere entro fine anno», ha assicurato l'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri. Per l'altro importante asse ferroviario laziale, la linea Roma–Latina–Formia, lo stanziamento è di 33 milioni: l'introduzione di nuovi collegamenti per i pendolari garantirà 1.600 posti in più al giorno. Altri fondi per la riattivazione della Formia–Gaeta (ora dismessa), per i sistemi di bigliettazione elettronica e infomobilità, per la realizzazione di un programma di nodi di scambio a servizio delle stazioni. Proprio alle fermate dei treni è dedicato un capitolo importante: «Devono essere vissute dalla comunità – ha affermato con una stoccata a Governo e Comune l'assessore alla Mobilità Franco Dalia – Non ci deve andare l'esercito. Anche dal punto di vista architettonico ci deve essere una simbologia del cambiamento». Innovazione che per il responsabile dell'Ambiente Filiberto Zaratti passa per le energie rinnovabili: «Utilizzeremo il fotovoltaico organico che stiamo sperimentando unici in Italia. Daremo luce e colore costruendo con questa tecnica rosoni colorati come quelli delle chiese». Ammodernamento e sicurezza: «Le stazioni sono un grande problema del Paese, anche nelle nuove tratte – ha aggiunto Nieri – Le ferrovie non riescono più a presidiarle: per la Regione questo è un intervento importante di messa in sicurezza preventiva». Per i viaggiatori, ha annunciato Dalia, altre novità arriveranno, a partire dalla prossima settimana, dalla firma del contratto di servizio con Ferrovie dello Stato e da interventi strategici dalla Fr1 alla Fr7 per trasformarle in un sistema metropolitano su Roma. Per la rinascita del Terminillo, inoltre, dalla giunta altri 20 milioni in tre anni per la ristrutturazione e l'ampliamento degli impianti sciistici. La cura del ferro per il rilancio delle infrastrutture del Lazio. È proprio il presidente Marrazzo a sottolinearlo: in risposta alle «preoccupazioni sulle mancate attività o risorse per le grandi opere della nostra regione – ha affermato – oggi abbiamo approvato in giunta l'accordo integrativo con il Governo che riguarda il via libera ai lavori per oltre 3 miliardi. Ne cito solo due: 600 milioni che il governo aggiunge ai 323 della Regione per la linea Roma–Civitacastellana–Viterbo, e 460 milioni per l'adeguamento della Salaria». La risposta a distanza è indirizzata a Maurizio Stirpe, presidente di Confindustria Lazio, che solo qualche giorno fa aveva parlato delle infrastrutture come una scommessa persa per il Lazio. Ieri l'invito del presidente della Regione: «Mi farebbe molto piacere incontrare i rappresentanti di Confindustria nazionale e regionale, magari in un confronto pubblico. Perché ora di fronte a quello che abbiamo approvato, che si lega a quello che avevamo già deciso, forse il quadro sarà differente».

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