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Bulli di periferia rieducati <br/>con sport e volontariato

Bulli di periferia rieducati <br/>con sport e volontariato

Bullismo

Due calci al pallone su un campo regolare oppure spediti a imparare un mestiere, o a dare una mano a chi soffre, insieme ai volontari delle associazioni che operano nel sociale, invece di gingillare nei dintorni del centro commerciale Le Torri, pensando a come fregare il prossimo. Lo sport e il volontariato per rieducare i bulli di Tor Bella Monaca, i figli di gente perbene che si alza alle cinque del mattino per andare a lavorare, ma che senza stili di vita sani e modelli corretti continueranno a restare sui giornali solo per atti di teppismo contro i più deboli: l'immigrato, il disabile o il ragazzo introverso escluso dal branco, i bersagli più facili.

Parte da Tor Bella Monaca il progetto di intervento del Comune di Roma sulle periferie romane, che vuol rendere protagonisti i ragazzi del Municipio VIII (presidente Massimiliano Lorenzotti, Pdl), il municipio più giovane di Roma. Ma volontariato e sport non saranno i soli mezzi di integrazione, ma anche la cultura, e il sostegno di qualcuno che ti insegni un mestiere, e che si occupi della tua famiglia, perché educazione e formazione attraverso le scuole, non valgono un fico secco se tra le quattro mura domestiche ti ritrovi coi vecchi problemi. Come succederà il miracolo lo ha spiegato ieri mattina il sindaco di Roma Gianni Alemanno, al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza che si è riunito nella sede dell'VIII Municipio, che diventerà «il modello di intervento» sulle altre periferie grazie al piano realizzata da un «tavolo interistituzionale» aperto alle realtà associative che si riunirà in Prefettura.

«Faremo un piano periferie legato all'integrazione con cinque aree di intervento che riguardano la sicurezza, la formazione, il sostegno sociale alle famiglie, le iniziative culturali e gli eventi sportivi - ha detto Alemanno -. Presso la Prefettura sarà riunito un gruppo ristretto che mette insieme le istituzioni e le associazioni e che sarà coordinato da una personalità culturale di spessore». Per il sindaco, questo tavolo non sarà «qualcosa che studia per un anno ma una realtà che possa creare un modello rapido di intervento da portare nelle periferie iniziando da quelle più a rischio come Tor Bella Monaca».

Gli esempi ci sono già. Uno è l'ex teppistello Daniele Corcione (nella foto Gmt) oggi carrozziere: grazie alla buona parola del comandante dell'VIII Gruppo dei vigili urbani, Antonio Di Maggio, consapevole che imparare un mestiere conta più di mille ramanzine per raddrizzare un bullo, Daniele è stato accolto nell'officina di Carlo Crocelli. E, di fronte al municipio, un altro esempio: il Centro di medicina solidale, realizzato in due ex lavatoi della parrocchia S. Maria del Redentore da un medico di Tor Vergata, Lucia Ercoli, che assiste 9.200 persone, il 70% immigrati. E in un anno la ginecologa Iole Severi Silvestrini ha registrato 2000 accessi. Ieri pomeriggio il primo tavolo interistituzionale aperto dall'assessore alla scuola Laura Marsilio. Hanno partecipato i rappresentanti di associazioni degli studenti, Moige, associazione nazionale presidi, ordine degli avvocati e psicologi, V dipartimento (Servizi sociali) e VIII municipio.

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