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Sulle orme di Virgilio e Apicio Certamen sulle api e il miele

{{IMG_SX}}La buona notizia, nel giorno che celebra la Giornata della Terra, è che le api stanno aumentando, ripopolando mano a mano gli alveari. Anche del Lazio. La fonte è quella autorevole di Coldiretti. Quella cattiva, è che la loro fluttazione nel numero indica lo stato di degrado dell'ambiente e la loro scomparsa significherebbe mettere a rischio un terzo delle coltivazioni impollinate. Quindi è ancora presto per cantar vittoria. Alle api operose il liceo «Benedeto Croce» di Roma ha dedicato un convegno per esaltare le virtù «di api e miele», all'interno del Certamen latino della scienza e della tecnica, traducendo testi di Virgilio, Varrone, Apicio e Columella (il padre dell'agronomia).

 Al convegno su «Api e miele, fra passato e futuro» al quale ha preso parte anche l'assessore all'Agricoltura della Regione, Daniela Valentini, la quale ha ricordato che «le api sono le sentinelle dell'ambiente. La loro mancanza è segno di degrado e i recenti episodi di moria lo confermano. Per questo abbiamo stanziato 500 mila euro per un piano di ripopolamento degli alveari e progetti di filiera a Roma e nel viterbese che prevedono la produzione e la trasformazione del miele». Infatti, proprio questi insetti dotati di virtù speciali, così indispensabili per l'uomo, avevano creato non pochi allarmi tra gli esperti e gli apicultori a causa delle perdite di alveari e la ricerca sulle cause del grave fenomeno ha avuto portata mondiale. Adesso, fa sapere Coldiretti emerge «la sensazione che le famiglie di api, dopo i freddi invernali siano più forti rispetto allo scorso anno, che ci sia una maggiore presenza di covata e soprattutto che non sembra riscontrarsi la moria di insetti come negli anni scorsi».

Parlare di inversione di tendenza appare prematuro, tuttavia Coldiretti chiede di intensificare la ricerca sulle cause della loro scomparsa. A conferire al convegno presso liceo Croce un momento di dolce intermezzo, i piatti a base di miele secondo le ricette dell'antica Roma, preparati dai ragazzi dell'alberghiero «Amerigo Vespucci» che insieme a quelli dell'istituto agrario «Sereni» hanno collaborato alla realizzazione dell'evento. Bontà del miele a parte, sappiamo che «l'alimentazione dipende per oltre un terzo da coltivazioni impollinate dal lavoro degli insetti, e per l'80 % delle api». Mele, pere, mandorle, susine, meloni e tanti altri alimenti dipendono dalle api. Ma anche nell'alimentazione del bestiame da pascolo questi insetti impollinano i foraggi, come l'erba medica e il trifoglio. Il loro contributo è tale che preservarle è fondamentale, se è vero il monito di Albert Einstein: «se l'ape scomparisse dalla faccia della terra all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita». Per rimpiangerla.

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