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Se la storia continua a essere tabù

Saràper paura, per cultura o per carenza di argomentazioni, che pure ci sarebbero, ma è invece un'immagine di Benito Mussolini proiettata a uno degli eventi clou del Natale di Roma, a scatenare l'arena politica. Come se la storia non fosse storia ma cronaca attuale. Le proiezioni di «Magnificat» ai Fori Imperiali per festeggiare il 2.762° compleanno della Capitale, raccontano una storia millenaria, di glorie e dolori, di conquiste e sconfitte. La dichiarazione di guerra del 10 giungo 1940 di Mussolini annunciata a piazza Venezia è stato un momento di svolta nella storia del nostro Paese. Una svolta raccontata domenica sera con le immagini di quel discorso, sovrapposto alle immagini di Nerone che distrugge la città, seguite da quelle di «Roma città aperta» e quindi di una Capitale distrutta e affamata dalla guerra appena conclusa. Non è bastato però a fermare la levata di scudi del Pd, dal Comune al Parlamento. Dal capogruppo in Campidoglio Marroni al segretario regionale Morassut, fino ai deputati Touadi e Verini, rispettivamente ex assessore ed ex capo segreteria di Veltroni. L'obiettivo è Alemanno, al quale si chiede di censurare l'accaduto, giudicato un «grave errore» al limite del «revisionismo storico». Il centrodestra replica compatto. L'assessore Croppi spiega un evento forse non visto da chi lo ha criticato, poi il sottosegretario Giro che bolla l'accaduto come una «polemica strumentale e casereccia». La libertà di guardare al passato è insomma una conquista ancora tutta da raggiungere, ma non per tutti. «Magnificat» è stato applaudito da tutte le persone presenti. Certamente quelle che fanno politica erano poche.

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