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Referendum sul futuro dell'ospedale Forlanini Scontro tra Pd e Pdl

«Piùdi 45 mila cittadini si sono già espressi sottoscrivendo una petizione per la conservazione della vocazione sanitaria della struttura», attaccano dal Comitato «Salviamo il Forlanini». «Ci si chiede - concludono i rappresentanti - perché, a fronte di una endemica carenza di servizi sanitari territoriali, si continuino a sperperare ingenti risorse (4 milioni di euro l'anno per l'affitto della Asl Roma D e 460.000 euro per il 118) quando dentro il Forlanini ci sarebbero strutture a iosa per sopperire a tali carenze». Anche il Pdl va giù duro. Così il senatore Domenico Gramazio e il consigliere regionale Tommaso Luzzi: «Con notevole ritardo, ancora una volta, prima Morassut e poi il presidente della Regione Marrazzo, si accorgono che il Forlanini non può essere chiuso indiscriminatamente. Ricordiamo come sia stata aperta dal comitato Salviamo il Forlanini, un anno fa, una sottoscrizione che ha raggiunto decine di migliaia di adesioni bipartisan e che si sono svolte, nel quartiere tra il XV e il XVI municipio, numerose manifestazioni e iniziative contro la chiusura del Forlanini. Oggi - continuano - gli esponenti della sinistra si riempiono la bocca di una iniziativa referendaria per il Forlanini. Siamo d'accordo, fatela pure. I cittadini hanno già deciso raccogliendo decine di migliaia di firme contro la chiusura del Forlanini». La replica del segretario regionale Pd Roberto Morassut: «La mia proposta di indire un referendum sul futuro del Forlanini è la proposta di un referendum politico rivolto innanzitutto agli iscritti e agli elettori del Pd. Personalmente - continua - ritengo che il destino del complesso debba restare legato a funzioni di servizio pubblico che integrino servizi sociosanitari, formativi e universitari, di servizi locali nei quartieri e rendano possibile la fruizione pubblica del grande parco interno al comprensorio». Interviene sul caso Forlanini anche il consigliere regionale Alessio D'Amato (Pd): «Non so se la strada di indire un referendum istituzionale sia quella più rispondente alle esigenze di una scelta consapevole e partecipata. Quello che so è che alle condizioni legislative attuali non è possibile fare alcun referendum propositivo e consultivo, poiché la regione Lazio non ha ancora legiferato secondo quanto previsto dagli articoli 63 e 64 dello Statuto regionale».

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