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Un accordo per salvare i beni storici

Ecosì, adesso, il patrimonio archeologico e culturale di Roma potrà avvalersi anche del protocollo d'intesa tra l'ordine degli architetti romani e il ministero per i Beni e le attività culturali. Una cabina di regia per formare tecnici e professionisti in grado di effettuare verifiche sismiche all'avanguardia alle strutture più antiche di Roma. Grazie al supporto degli esperti del ministero, gli architetti potranno disporre di nuovi strumenti per applicare al meglio la direttiva del presidente del Consiglio dei ministri per la valutazione del rischio sismico del patrimonio culturale. Direttiva del 12 ottobre del 2007 che entrerà in vigore il prossimo 29 aprile. Nell'incontro che si è svolto ieri alla Casa dell'Architettura il presidente dell'Ordine degli architetti di Roma Amedeo Schiattarella ha ricordato che anche nella Capitale, città a basso rischio sismico (rientra in zona 3, la 1 è la più alta) devono essere fatti interventi di manutenzione periodici: «Bisogna acquisire un tipo di cultura che non abbiamo. Come portiamo la macchina a controllare, la stessa cosa dobbiamo fare con gli edifici». Alla Casa dell'Architettura era presente anche l'assessore capitolino all'Ambiente Fabio De Lillo, a dimostrazione che il Comune intende avvalersi dell'apporto degli architetti romani con questo nuovo progetto che sarà in grado di fare un check-up completo al patrimonio storico più vasto del mondo.

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