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Ipab Sant'Alessio, la protesta dei dipendenti

Sono i dipendenti del centro regionale Sant'Alessio Margherita di Savoia, 60 a tempo indeterminato e 300 precari che, in tutto il Lazio, si occupano di supporto e di servizi a ciechi e persone con disabilità multipla. L'Ipab ha due sedi di servizio a Roma e un patrimonio immobiliare, frutto di donazioni che, spiegano i dipendenti, «si aggira intorno ai 700 appartamenti in città».

Solo la sede di via Odescalchi segue 20 ragazzi e ragazze con prestazioni residenziali, 20 semi residenziali, 40 ambulatoriali. A questi si aggiungono i servizi a domicilio in tutta la regione. «Chiediamo a Fichera di non proporre la privatizzazione per l'Istituto» spiegano i dipendenti che ieri si sono ritrovati sotto la sede della giunta, in via Cristoforo Colombo. «L'istituto si autofinanzia - continua Marina Scarvaci, dipendente del centro e appartenente al Sulpm - riceviamo solo alcuni finanziamenti per il comparto sanitario. Il nostro patrimonio immobiliare è di circa 700 appartamenti che per introiti raggiunge 2 milioni l'anno e su questo vogliono mettere le mani. Vogliono cedere l'istituto all'Unione italiana ciechi che sono concorrenziali ed erogano gli stessi servizi».

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