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Rissa mortale all'Ostiense, parla il terzo ferito

Rissa mortale all'Ostiense, parla il terzo ferito

Agenti della Polizia al lavoro sul luogo della rissa mortale dell'Ostiense

Si tratta di Vincenzo Pacchiarotti, 43 anni, difeso dall'avvocato Cristina Terribile (legale anche di Santocarlo Cesare, ferito nella rissa), uscito dal coma farmacologico all'ospedale San Camillo e ora nel centro clinico del carcere di Regina Coeli. Al gip Maurizio Silvestri ha detto di non conoscere i suoi aggressori e di non sapere quale siano i motivi che li ha spinti a usare i coltelli. Il conducente della jeep nera vista fuggire, Alessandro Fasciani, 29 anni, nipote del boss di Ostia Carmine, il quarto indagato della storiaccia, è ancora ricercato. Pacchiarotti ha ricostruito i momenti prima della mattanza. Ed è rispuntata la donna di cui si è parlato da subito. Santocarlo Cesare e Vincenzo Pacchiarotti trascorrono il sabato sera in una discoteca in via di Porta Portese. Nel locale si esibisce una ragazza.

È l'ex compagna del fratello di Pacchiarotti col quale ha avuto una figlia che oggi ha 10 anni. Vincenzo non tollera che la madre di sua nipote faccia la cubista. La prende e la porta via. Dopo la discoteca i due amici decidono di fare colazione al Gran Caffè Imperiale in via del Gazometro. Lì si ferma pure un altro amico, Massimiliano Lustri, detto er Tapparella: ha visto il Suv Mercedes di Pacchiarotti fermo davanti al bar. Lustri è con un suo amico sul suo furgone che usa per trasportare i mobili restaurati.

La lite sarebbe cominciata dentro il locale. Mentre i quattro amici stanno consumando la colazione al banco arriva l'altra comitiva. Pacchiarotti esce in strada. La discussione diventa subito violenta. Quando Lustri sente il trambusto esce anche lui. Il suo amico Gianfranco Bonavita, 31 anni, è già morente accasciato vicino una Ford Ka: sanguina a fiotti, gli hanno piantato la lama nel cuore. Vincenzo Pacchiarotti ha tre persone addosso. Lustri tenta di liberarlo ma qualcuno lo colpisce da dietro con due coltellate all'altezza delle scapole. Quando si volta ne prende altre due alla pancia e una terza al costato.

Cinque coltellate penetrano la carne anche di Santocarlo Cesare. Vincenzo Pacchiarotti ha la peggio: una decina di ferite, due particolarmente profonde, alla gola e al polmone. Ora è fuori pericolo. È in carcere per rissa aggravata, come gli altri due amici. «Mi auguro che il responsabile si costituisca al più presto - dice il legale di Lustri, l'avvocato Gianluca Arrighi - assumendosi le proprie responsabilità per i delitti commessi».

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