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Chiese, cappelle e santuari, è partito il censimento

Dovetra i mattoni antichi, i quadri e le reliquie si respira la religiosità della popolazione e le tradizioni locali. Troppo spesso fragili e oggetto di lavori di restauro, saranno messi sotto tutela dell'amministrazione regionale gli edifici di culto di proprietà dei Comuni, dove gli enti ecclesiastici sono titolari dell'esercizio religioso. È partito il censimento di chiese, cappelle e santuari sparsi nei centri della Regione. Un lavoro di ricognizione sul territorio e di catalogazione cartacea. Ma anche notizie storiche, architettoniche, stato di conservazione ed interventi di restauro. Il tutto arricchito da immagini fotografiche e da disegni tecnici delle piante. «Attualmente sono circa 600 gli edifici di culto che potrebbero essere oggetto di intervento – ha spiegato l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Bruno Astorre – Al tempo stesso però l'amministrazione non ha piena conoscenza dello stato di conservazione di questi edifici, né tanto meno è in possesso di un'anagrafe o di una mappatura dei siti». Il pensiero corre, nelle ore difficili del sisma alle chiese danneggiate dal sisma in Abruzzo. E agli altri beni religiosi e archeologici che portano visibili i segni del tempo e delle devastazioni della natura. Ma, afferma il presidente della Regione Piero Marrazzo, «l'immagine del XXI secolo non deve essere quella degli edifici che crollano ma quella della sfida per conservare intatto il grande patrimonio culturale e spirituale di cui disponiamo». L'anagrafe degli edifici di culto, che sarà pubblicata a dicembre in un apposito volume, ìè un piccolo segmento in questa direzione, un'iniziativa importante – commenta Marrazzo – che indica una strada che tutto il Paese dovrà seguire».

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