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Al S. Spirito tornano le tele rubate

Mentre tutta Roma si riversava al Colosseo per il concerto di Simon & Garfunkel, non distante in linea d'aria, sulla riva sinistra del Tevere, dei topi d'arte mettevano a segno un clamoroso colpo. Impossessandosi di dieci tele tra il Cinquecento e il Seicento, custodite nel complesso monumentale del Santo Spirito in Sassia. Era la notte del 31 luglio del 2004, e le tele custodite nella Sala della Spezieria, erano pronte per essere mandate a restaurare. Invece sparirono. Rimaste nascoste alcuni anni, furono recuperate al termine di una lunga indagine alla fine del 2008 dai carabinieri nucleo tutela patrimonio culturale. Ieri le opere d'arte sono tornate ufficialmente a casa e riconsegnate nel corso di una cerimonia ufficiale alla quale hanno partecipato il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro, il direttore generale dell'azienda Asl RmE Pietro Grasso, il comandante del reparto operativo dei carabinieri Raffaele Mancino, e il responsabile pubblica amministrazione Microsoft Italia, Fabio Fregi. Si tratta di quadri illustri, per un valore di oltre quattro milioni di euro, tra cui una importante «Sacra Famiglia» attribuita al Parmigianino ma che invece si è rivelata essere opera del pittore fiammingo Hendryk Van Der Broeck, detto anche Arrigo Fiammingo.

 Trafugate in un momento particolare - erano state staccate dalle pareti della Spezieria e poste a terra per essere sottoposte a restauro - furono ritrovate, lo scorso 19 dicembre, seguendo i movimenti di un pregiudicato: «bloccato - come racconta il comandante Raffaele Mancino - mentre saliva sul suo camper parcheggiato a Monte Sacro. Lì c'erano le opere impacchettate in carta di giornale, pronte per essere spedite fuori dall'Italia ed essere immesse nel mercato clandestino». E Pietro Grasso ha consegnato una targa al comandante Mancino e una pergamena a tutti gli ufficiali che hanno partecipato all'operazione di recupero. «Oggi si celebrano due importanti avvenimenti: il ritrovamento di opere che si temeva fossero perdute per sempre e che invece sono state recuperate grazie al lavoro dei carabinieri - ha spiegato il direttore generale della Asl RmE - e l'ampliamento di un'iniziativa, il Catalogo Aperto, che metterà queste opere d'arte a disposizione non solo dei visitatori del complesso monumentale, ma anche a tutti i "visitatori virtuali" che vorranno scoprire questi dipinti attraverso il web».

Il «Catalogo Aperto» del complesso monumentale del Santo Spirito in Sassia, è consultabile sul internet (link) http://sviluppo.homegate.it/santospirito3/index.asp «In questa operazione dimostriamo la ferma volontà di salvaguardare il nostro patrimonio culturale, perseguendo crimini di trafugamento e promuovendo interventi finalizzati al recupero delle opere - ha dichiarato Francesco Maria Giro, sottosegretario ai beni e Culturali - Oggi viene restituito un patrimonio culturale di enorme importanza. Questo è stato possibile grazie al contributo dei carabinieri per tutela del patrimonio culturale, ai quali va il merito di aver recuperato questi dipinti. È importante che venga restituito al Paese un pezzo così significativo della nostra storia, che ci contraddistingue in tutto il mondo e rappresenta un'attrazione per i turisti di tanti paesi».

La presentazione del «Catalogo dei dipinti» realizzato con Microsoft permette di utilizzare la tecnologia e il web per contribuire alla diffusione della cultura e dell'arte. «Apprezzare e amare la cultura significa anche poterla condividere con tutti, affinchè la bellezza artistica venga estesa al maggior numero possibile di persone - conclude Fabio Fregi, direttore divisione pubblica amministrazione Microsoft Italia - Proprio per questo mettiamo a disposizione i nostri strumenti e le enormi potenzialità della tecnologia per valorizzare, conservare e rendere accessibile l'arte ad un pubblico vastissimo».

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