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Progetto «Inca2» I risultati di cura e prevenzione infarti

Promossaa pieni voti la qualità dell'assistenza sanitaria del Lazio per questa particolare tipologia di urgenza. A certificarlo il progetto «Inca2» (indicatori in cardiologia) nato dalla collaborazione tra la Regione, l'industria farmaceutica Pfizer, la società italiana di Cardiologia, la Federazione italiana medici di medicina generale e Laziosanità Asp. A un anno dall'avvio del progetto, ieri i primi risultati, restituiti da 19 strutture regionali, su un campione rappresentativo di 1.400 pazienti colpiti da infarto acuto del miocardio ST Sopraslivellato (Stemi). In un'alta percentuale dei casi, si è registrato un intervento farmacologico adeguato entro le 24 ore dall'ammissione in ospedale con la somministrazione di farmaci (aspirina, beta-bloccanti, statine, ace-inibitori o sartanici). Alcune strutture arrivano al 100 per cento dei casi, su una media regionale che si attesta al 95 per cento. «A un anno di distanza dalle prime esperienze – ha commentato il presidente dell'Asp Lucio D'Ubaldo – possiamo dire che ci troviamo davanti a un sistema che sta funzionando: sta crescendo il livello di efficacia ed efficienza che per i pazienti colpiti da infarto vuol dire salvare vite umane». Un buon risultato per la sanità regionale: «Certo, ci sono ancora margini di migioramento – ha evidenziato Furio Colivicchi, presidente dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, soprattutto nella fase preospedaliera: molti pazienti non riconoscono i sintomi e sono restii ad andare in ospedale».

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