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Discariche: sciopero sospeso da Federlazio nei Comuni morosi

Dopo un incontro ieri in Regione durato più di due ore tra i vertici di Federlazio, l'assessorato regionale al bilancio e i sindaci dei Comuni di Nettuno, Pomezia, Monterotondo e Cittaducale, che già dall'altro ieri non potevano più conferire rifiuti in discarica per i debiti pregressi nei confronti delle aziende che si occupano del servizio, il tentativo di conciliazione è andato in porto. Ripristino immediato del servizio per questi comuni e nuovo incontro fissato il prossimo 17 aprile per arrivare alla soluzione finale.

La Regione, che ha agito e continua ad agire da mediatore, è riuscita così ad evitare lo sciopero delle discariche annunciato solo qualche giorno fa dalla Federlazio nei confronti di oltre 30 comuni che vantavano un debito complessivo sulle aziende di oltre 200 milioni di euro. Le trattative immediatamente avviate per scongiurare l'«allarme riufiuti», hanno portato, prima al raggiungimento di un accordo per quasi tutti i comuni morosi che hanno potuto usufruire di una franchigia dei pagamenti di sei mesi, poi, ieri, all'impegno delle aziende di Federlazio di concedere una ulteriore proroga per i quattro comuni che, vista la particolare condizione finanziaria in cui versano, non hanno potuto garantire l'estinzione dei debiti accumulati.

Resta inteso che la Regione potrebbe ancora estendere per alcuni di questi il fondo regionale di garanzia, così da garantire i crediti delle aziende che gestiscono le discariche. Anche se già si sa che per il comune di Nettuno, ad esempio, questa estensione non sarebbe possibile visto che Nettuno paga oggi regolarmente il servizio in discarica, ma risulta comunque moroso in quanto ha ereditato un debito fino a 12 anni fa. Ma le polemiche sui rifiuti sono destinate a non placarsi. È in uscita oggi l'inchiesta dell'Espresso che punta il dito contro il nuovo gassificatore di Albano. Un rapporto della Asl Rm H, secondo il settimanale, avrebbe dato parere negativo al progetto di gassificatore di Albano previsto dall'attuale piano regionale, sostenendo che le morti e i ricoveri per alcune patologie gravi toccano livelli record. Pronta la risposta del presidente della Regione Marrazzo: «Massima priorità alla salute dei cittadini. Non vorrei, però, che ci fossero in campo altri interessi che mirano a far saltare tutto».

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