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Lorenzo Tozzi Il Teatro dell'Opera di Roma non vive solo di gloria, quella che viene dalla qualità e dalla riuscita degli spettacoli.

L'ultimoConsiglio di Amministrazione della settimana scorsa aveva indotto alla speranza, con il rientro quanto meno della ipotesi di commissariamento dell'Ente, poco gradito ed anzi offensivo per le masse dei lavoratori del Teatro, che avevano minacciato uno sciopero. Il buon senso ha fatto poi rientrare le manifestazioni di protesta e gli scioperi, che avrebbero irrimediabilmente interrotto la fase ascensionale del Teatro e magari compromesso la sua immagine dinanzi a parte dell' opinione pubblica. Nel CdA di ieri sera in Campidoglio si è rinviato a venerdi il tavolo di trattativa con Regione e Ministero dei Beni Culturali, che dovrebbe portare alla ricerca dei fondi necessari a ripianare il deficit del bilancio provvisionale. Si resta così ancora in attesa di ulteriori decisioni, che rassicurino e riportino entusiasmo nell'ambiente. È da sperare difatti che con la buona volontà di tutti, anche il Teatro possa dire uno di questi giorni uscire dalla crisi e come il Calaf di Turandot cantare vittoria. Ma a vincere sarà stata allora la musica, troppo spesso bistrattata nel Paese di Verdi e Puccini.

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