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Magliana, tanta voglia di Papa

Magliana, tanta voglia di Papa

Un momento della visita pastorale di Benedetto XVI alla Magliana

{{IMG_SX}} Augusto nascerà a luglio e si è già assicurato la benedizione del Papa nella pancia della mamma, Monica Cerchiaro, 29 anni. Prima benedizione del Santo Padre anche per Michele, sette mesi, che dorme in carrozzina mentre davanti al maxischermo il fratellino Leonardo, 5 anni, ascolta Benedetto XVI che celebra la messa nella chiesa del Santo Volto, la parrocchia ricavata nell'ex centrale Enel a metà di via della Magliana, inaugurata a marzo di tre anni fa dal cardinal Ruini, ieri meta dell'ottava visita pastorale del Santo Padre nelle periferie della diocesi.

Per vedere il Papa si sono alzati all'alba col cielo plumbeo e un'ora di sonno in meno per via dell'ora legale anche Olga Rusnhk, ucraina, che ha portato con sé Gabriel 2 mesi e Mirko 10 anni, uno dei cento bambini che farà la Prima Comunione a maggio con don Luigi Coluzzi, prete di trincea: già sacerdote al Tuscolano, e, prima di diventare parroco del Santo Volto, viceparroco per quattro anni a Santa Silvia, un altro colosso della fede nel quadrante Portuense-Magliana. Ma la levataccia è valsa la pena.

«Non capita tutti i giorni che il Papa venga a trovarti» dice Olga. Convinta come un'altra madre, Guendalina Fois, 39 anni, che «dare l'esempio ai figli valga più di cento parole». Quando il Papa arriva verso le 9.30 del mattino si mette a piovere. «Dieci secondi di pioggia come quando arrivò Wojtyla nell'89» ricordano Alice Tonelli, 83 anni, Annamaria Cimalacqua, 62, Franca Martoglio 67 e Concetta Natale. Ratzinger scende dalla papamobile nera, davanti alla scalinata della chiesa su via della Magliana, transennata e assediata da carabinieri (anche della Stazione Villa Bonelli), polizia, vigili urbani. I romani fanno foto coi cellulari. Lo chiamano scandendo il nome: «Be-ne-de-tto, Be-ne-de-tto», lo vorrebbero toccare, ma le comprensibili misure di sicurezza impediscono di avere gli occhi negli occhi che sembrano guardare solo te, come quando Wojtyla, nell'89 alla Magliana, strinse tutte le mani che s'infilavano a braccia tese tra le transenne, nel lungo tragitto percorso da Giovanni Paolo II su via della Magliana prima di arrivare a San Leone Magno. E quegli occhi nei tuoi non te li scordi più.

Ma la voglia di Papa resiste, nelle periferie alle prese con la crisi, dove la Chiesa resta un baluardo dell'uomo. Tanta la voglia anche di avere Papa Ratzinger più a portata di mano. Un desiderio ricambiato dal Santo Padre che è riuscito a rendersi palpabile: non solo col suo gesto di allargare le braccia e poi stringere le mani come in un abbraccio. Ma anche con la benedizione sul sagrato, anticipata con un gesto fuori programma prima della Messa. «Purtroppo piove - ha detto il Pontefice sul sagrato prima di entrare in chiesa - ma anche il sole sta arrivando. Forse è il segno di questo tempo prepasquale dove sentiamo i dolori del Signore e tutti i problemi del nostro mondo di oggi, ognuno a suo modo». Il Papa ha invitato a saper guardare oltre le nubi. E a superare le nostre difficoltà con la fede e l'amore per il prossimo. «Sappiamo anche che il sole - ha detto - benché spesso nascosto, esiste, che Dio è vicino, ci aiuta e ci accompagna». «In questo senso vogliamo andare adesso verso la Pasqua sapendo che alla nostra vita appartengono le sofferenze e le difficoltà, ma sapendo anche che dietro sta il sole della bontà divina».

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