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Batelli: «Servono le infrastrutture»

Maparadossalmente il Comune se lo deve tenere stretto. Almeno per il momento». Il presidente dell'Acer, Eugenio Batelli, non ha dubbi: il Prg del 2008 ha varie carenze, soprattutto di infrastrutture. Ma col piano del 1965, inadeguato ma attualmente in vigore dopo la bocciatura del successivo da parte del Tar, Roma rischia la paralisi dell'edilizia. Paralisi che una Capitale «europea» non si può permettere. «Bisogna lavorare su un doppio binario - ha detto Batelli nel corso della trasmissione "Via Groenlandia 41", condotta da Daniele Carioti, in onda stasera alle 21 su RomaUno - Bisogna preparare una variante che integri l'ultimo Prg con le strade necessarie allo sviluppo futuro dell'area in cui si edifica. Altrimenti continueremo a creare quartieri slegati dalla città e dallo sviluppo limitato». Per Batelli anche il Piano Casa del Governo ha bisogno di correttivi: «Per esempio, 500 milioni di euro per l'edilizia popolare in tutta Italia sono chiaramente insufficienti, per quanto sia da apprezzare lo sforzo del Governo. Ma la vera sfida passa per lo snellimento delle procedure: mentre in tutta Europa le licenze vengono rilasciate nel giro di pochi mesi, in Italia i tempi si dilatano clamorosamente, arrivando ad attendere fino ad un anno per il rilascio. Il che significa restare indietro. O meglio, continuare a stare indietro alle grandi capitali europee che invece pianificano con esattezza e prudente anticipo le norme che regolano l'edilizia».

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