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«Pmi, serve il salvagente»

{{IMG_SX}}Resistono ai venti avversi della crisi, le piccole e medie imprese romane. Anche se il momento più difficile deve ancora arrivare e ha una data, giugno 2009. Allora, tutti i settori avranno segno meno e senza il supporto di politiche adeguate si comincerà a temere il peggio. Perché se fino ad oggi le pmi, che rappresentano circa il 77% del tessuto produttivo romano, hanno sofferto meno rispetto alle medie e grandi imprese anche del resto d'Italia, l'indagine congiunturale di Cna Roma e Istituto Tagliacarne, presentata ieri in Camera di Commercio, non lascia dubbi sul futuro. Fatto di pesante calo degli ordinativi, perdita di fatturato, fallimenti e chiusure. «Senza interventi immediati sull'accesso al credito e gli ammortizzatori sociali – ha detto Lorenzo Tagliavanti, Direttore della Cna di Roma – le imprese della Capitale non possono farcela». Ad oggi la situazione è chiara: il secondo semestre 2008 è stato caratterizzato da un andamento negativo di quasi tutti gli indicatori di performance. In particolare il portafoglio ordini, la produzione e il fatturato, per i quali i saldi di risposte in aumento e in diminuzione presentano valori con il segno meno oltre il 25%. L'unica variabile a differenziarsi con un saldo positivo sono gli investimenti (+8,9%). Ulteriori peggioramenti, tuttavia, sono attesi per il primo semestre 2009, con il fatturato per le imprese che dovrebbe registrare un saldo negativo addirittura pari a -41%. In questo contesto generale a farne le spese è il mercato del lavoro, anche se con alcune differenze tra grandi e piccole aziende. Dall'indagine si evince infatti che in un mercato dove le medie-grandi imprese espellono lavoratori, le piccole mantengono sostanzialmente l'occupazione o riducono la propria manodopera in misura inferiore. Questo grazie ad un rapporto diverso che si crea nelle piccole aziende tra dipendente e datore di lavoro, per il quale ricorrere al licenziamento è l'ultima delle soluzioni. Ciò nonostante anche le pmi registrano un saldo negativo sull'occupazione per l'ultimo semestre 2008 pari al -2,8%, con un ulteriore peggioramento previsto per il primo semestre 2009 che dovrebbe portare ad un saldo negativo uguale al -5,6%. «Questo quadro – ha continuato Tagliavanti – mostra come la crisi sia arrivata ormai a coinvolgere anche il tessuto imprenditoriale capitolino, che ha reagito e tenuto fino ad oggi grazie soprattutto alla presenza di un settore terziario strettamente legato alla pubblica amministrazione. Ora però necessita di interventi pubblici immediati». Tra i quali le stesse imprese hanno individuato una riduzione dei tempi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, il rilancio degli ammortizzatori sociali e la facilità di accesso al credito. Secondo Cgil, Cisl e Uil del Lazio, intervenuti alla presentazione dell'indagine «il canotto di salvataggio per migliaia di lavoratori a rischio licenziamento sono gli ammortizzatori sociali da estendere anche alle piccole aziende». E per dare ascolto alle preoccupazioni degli imprenditori capitolini la Cna ha organizzato il primo "seminario motivazionale" (1 aprile) con il prof. Riccardo Varvelli, e Maria Ludovica Lombardi, esperta in psicologia e formazione.

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