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Senza lavoro si dà fuoco in Campidoglio

FrancescaMariani «Adesso ti faccio vedere come si ammazza uno che non ha lavoro»: poi sì è dato fuoco. Vincenzo C., 39 anni, voleva morire perché era dissoccupato e il suo datore di lavoro non gli aveva versato i contributi sufficienti per la disoccupazione (per tre anni è stato con la cooperativa Euroservice dell'ex calciatore della Roma, Amedeo Amedei), perché da pregiudicato avrebbe fatto fatica a trovare un altro impiego onesto, perché vive con un figlio e una moglie in una catapecchia, perché non ha soldi per tirare avanti. Vincenzo C., 39 anni, un lontano passato da rapinatore e un passato recente da onesto lavoratore, si è dato fuoco davanti al Campidoglio perché, così, «forse qualcuno si ricorderà di me». Non è morto, ma adesso si trova al reparto grandi ustionati del Sant'Eugenio. Vincenzo si è dato fuoco poco dopo le 9 di ieri mattina, nella piazza dove ha sede il Comune e l'ufficio del sindaco: si è cosparso di liquido infiammabile e poi ha appiccato le fiamme. L'assistente di polizia, Ionta, del commissariato Trevi Campo Marzio, diretto da Michele Laratta, in servizio per la visita dei reali di Svezia, si è tolto il giaccone e ha soffocato le fiamme: Vincenzo gli ha detto «sono disperato» e poi è svenuto. È stato subito soccorso e trasferito al Sant'Eugenio con ustioni sul 20% del corpo. dalla vita in su era una torcia, anche la lingua era avvolta dalle fiamme. È tutta in questo gesto, la disperazione di Vincenzo. La sua storia inizia tanto tempo fa con furti e piccole rapine. Il carcere, poi la strada che torna dritta: trova lavoro come panettiere, ma il suo datore di lavoro non versa tutti i contributi. Così, quando lo licenzia, a Vincenzo non spetta nemmeno la disoccupazione: glielo dicono martedì scorso quando va all'Inps a cercare di avere il minimo per vivere. Lui, che vive con la moglie Paola e un bambino di quattro anni in una casa popolare a Ponte di Nona che è tutta uno spiffero, non ce la fa più e tenta il gesto dimostrativo. Dietro alle fiamme sul corpo di Vincenzo c'è una storia di indigenza. Dice un suo amico: «Stamani (ieri, ndr.) l'ho visto e gli ho chiesto: dove vai? Lui non mi ha risposto. Poi ha fatto quello che ha fatto». Alla moglie Paola che è corsa in ospedale ha solo detto: «Come possiamo andare avanti senza soldi? Ora forse qualcuno si ricorderà di me».

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