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"Possibile modificare il Prg"

Il presidente della commissione capitolina all'Urbanistica, Marco Di Cosimo, sta lavorando a pieno ritmo già da due giorni per studiare, insieme all'assessore Corsini, la soluzione migliore a un'impasse che rischia di paralizzare la città per almeno due anni.

Onorevole Di Cosimo, cosa sta accadendo?
«Stiamo lavorando per evitare che i pasticci della giunta Veltroni, che ha forzato le procedure per arrivare alle elezioni con il piano regolatore approvato, creino dei danni maggiori di quanti già non ne abbia creati».

Si possono quantificare i danni di questo stop?
«È presto per dirlo, anche se è già partita una verifica per valutare le ricadute della sentenza del Tar».

Cosa farete adesso?
«Certamente non si può ripartire da zero, questo significherebbe bloccare la città per almeno due anni. Un'ipotesi devastante per lo sviluppo e l'economia della Capitale. Il sindaco ha già assicurato che farà ricorso al Consiglio di Stato, un atto di grande responsabilità. Ora però occorre studiare soluzioni immediate per uscire dall'impasse, nell'attesa che intanto la richiesta della sospensione della sentenza del Tar venga preparata dagli uffici capitolini e accolta dai giudici, prima della pronuncia del Consiglio di Stato».

Nelle motivazioni della sentenza si riscontrano diversi aspetti puntualizzati dall'allora opposizione e oggi maggioranza. Approfitterete della bocciatura del Tar per cambiare il piano regolatore?
«Sul piano regolatore generale, e dunque sul futuro della città, oltre alla scelta amministrativa che è quella doverosa di non paralizzare l'edilizia serve una scelta politica, quella che non hanno fatto Veltroni e Morassut. Mi riferisco ad esempio all'emergenza abitativa, all'housing sociale, assente in quel piano regolatore».

Quindi, proporrete una variante?
«Stiamo studiando se è possibile in sede di ratifica da parte del Consiglio comunale, migliorare quel piano nell'esclusivo interesse della città. Un piano che, vorrei ricordare, materialmente non esiste».

Scusi, sta dicendo che non esiste il Piano regolatore?
«Quando sono arrivato in commissione ho chiesto subito agli uffici il piano regolatore. Mi hanno risposto che non è mai stato graficizzato. Questo significa che se lei chiede la particella dove può costruire, gli uffici devono prendere il piano adottato, quello copianificato e quello modificato e sovrapporli».

Vincenzo Galliani Caputo, l'allora segretario generale del Campidoglio non firmò il piano regolatore, perché secondo lei?
«Bé, la risposta mi sembra l'abbiano data i giudici».

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