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Un romano su due si sente insicuro

È l'«effetto Caffarella»: è cresciuta la paura, soprattutto da parte delle donne

.Un cittadino della Capitale su due si sente meno sicuro rispetto allo scorso anno. E l'allarme a Roma è più alto rispetto alle altre province del Lazio. A fotografare questa sensazione di disagio diffuso è l'ultimo rapporto Eures sulla percezione di sicurezza tra i cittadini del Lazio. L'indagine è stata condotta durante tutto il mese di febbraio intervistando un campione di 2.005 cittadini laziali, in prevalenza romani. Come avverte anche il direttore del rapporto Eures, Fabio Piacenti, «le persone intervistate possono aver risentito di fatti di cronaca come lo stupro di Capodanno, la violenza dei romeni di Guidonia e lo stupro della Caffarella a San Valentino». E se il livello di insicurezza è cresciuto in tutto il Lazio, la Capitale non ha rivali rispetto alle altre province: il 45% dei laziali ritiene che la sicurezza sia diminuita rispetto all'anno scorso, mentre nella sola Roma questa percentuale schizza al 50,1. Inoltre, sempre la Capitale, ha il maggior numero di vittime di reati (36,4%) di tutto il Lazio. «Non ci aspettavamo un dato così alto di insicurezza - racconta Piacenti - solo il 4,5% si sente più sicuro. Si tratta di un'ondata di paura irrazionale condizionata dai fatti di cronaca». Non a caso i reati compiuti dagli stranieri e le violenze sessuali sono indicati dai cittadini come le priorità da combattere. Dall'indagine Eures emerge un chiaro invito affinché le istituzioni contrastino innanzitutto la criminalità diffusa (45,4%). Poi si chiede di combattere i reati compiuti dagli stranieri (38,7%), il traffico e spaccio di stupefacenti (28,2%) e le violenze sessuali (27,9%). Il disagio sociale nasce anche dal fatto che un laziale su cinque dichiara di essere stato vittima di un reato almeno una volta e il 6,3% addirittura più di una. E le donne sono i bersagli preferiti (il 21,9 per cento ha detto di aver subito un reato e l'8,6 più di uno, a fronte del 23 e 3,7% degli uomini). Anche se i più colpiti sono gli anziani, tra i quali ben il 33,4% ha raccontato di aver subito almeno un reato negli ultimi tre anni. E la soluzione proposta dai cittadini per contrastare in modo efficace la criminalità è semplice: garantire la certezza della pena (a richiederlo è il 62%). Ma i romani invocano anche una maggiore presenza delle forze dell'ordine e più controlli sull'ingresso degli stranieri. Anche l'aumento della sorveglianza è ritenuto un buon antidoto al proliferare della criminalità. Ma lo scoramento della popolazione è evidente quando ci si sofferma su un dato: solo il 19,9% è convinto che sia possibile il reinserimento sociale per chi ha commesso reati, soprattutto perché mancano progetti adeguati per aiutare gli ex criminali a poter rifarsi una vita onesta. Insomma, le soluzioni ci sarebbero, ma la fiducia in un possibile miglioramento è veramente poca.

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