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Stupro di Capodanno, Dna sui vestiti

In attesa che vengano depositati i risultati degli esami del Dna, il ragazzo accusato di aver stuprato una ragazza la notte di San Silvestro resta in una cella di Regina Coeli. Il giudice per le indagini preliminari Guglielmo Muntoni si è infatti riservato di decidere sulla richiesta di scarcerazione avanzata da Davide Franceschini, il fornaio di 22 anni arrestato dopo tre settimane dalla violenza, rilasciato in seguito alla convalida del fermo e rimesso dietro le sbarre due giorni fa a causa del decreto antistupri. Il gip è in attesa che il pm Vincenzo Barba dia il suo parere, che arriverà non appena saranno noti i risultati su eventuali tracce biologiche sugli abiti della ragazza e dell'indagato. «Mi ricordo soltanto la mia mano insanguinata», avrebbe detto ai magistrati il ragazzo durante l'interrogatorio di garanzia tenutosi in carcere in presenza del suo difensore, l'avvocato Francesco Bergamini. In quest'occasione, il giovane ha espresso il suo dispiacere per quanto accaduto, sottolineando di non avere ricordi nitidi di quella sera poiché era sotto l'effetto di alcol e droga. La violenza sessuale è avvenuta a Capodanno durante la festa organizzata alla Nuova Fiera di Roma «Amore 09», alla quale hanno partecipato migliaia e migliaia di giovani. La ragazza dei Castelli Romani, di 25 anni, segnalata alcuni giorni fa alla Prefettura come consumatrice di sostanze stupefacenti, nel corso della ricostruzione dello stupro da parte degli inquirenti aveva fornito versioni differenti. All'inizio aveva detto di essere stata aggredita da 5-6 ragazzi, alla fine da tre-quattro e poi da un solo giovane.

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