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Ipab, la rivolta dei dipendenti

Dopo le vendite e gli appalti sospetti, gli affitti «scontati» di case a politici e vip e, soprattutto, a causa di un bilancio in rosso per svariati milioni di euro, sale la tensione nell'istituto. Mentre prosegue l'inchiesta della magistratura romana, ieri la stragrande maggioranza dei dipendenti ha firmato un documento per prendere posizione contro i progetti ventilati dal presidente Mario Dany De Luca e dalla Regione. «Siamo molto preoccupati - dicono dall'istituto per ciechi - Non condividiamo la privatizzazione dell'ente. Vorremmo che la Regione tutelasse noi e i servizi che offriamo». I timori non sono infondati visto che aleggia già da tempo lo spettro di una crisi di liquidità che potrebbe mettere a rischio il pagamento degli stipendi. Ma non è tutto. In un comunicato i lavoratori del Sant'Alessio sostengono che le persone che due giorni fa hanno manifestato di fronte alla Regione per chiedere la privatizzazione dell'ente «non risultano nostri utenti, nonostante siano stati presentati come tali».

 Il Comitato punta «allo sviluppo dei servizi riabilitativi e socio-assistenziali» e assicura: «Daremo seguito a tutte le forme di protesta utili». Sarà il Consiglio regionale a sciogliere la matassa. Quindi a decidere la struttura giuridica dell'istituto, dopo aver chiarito gli aspetti oscuri della gestione degli ultimi anni dell'ente di assistenza ai ciechi.

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