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Polizia, allarme fondi

In pianta organica mancano circa 1.500 unità. Alla Squadra Mobile il 70% dei computer è del personale, non ci sono i ricambi delle stampanti, si sono tagliati i fondi per il noleggio delle apparecchiature per le investigazioni informatiche. La diavoleria hi-tech alleggerirebbe il lavoro delle pattuglie dei commissariati, le quali impegnano buona parte del loro servizio per controllare che non siano evasi i detenuti agli arresti domiciliari. Il braccialetto elettronico doveva essere l'argomento all'ordine del giorno dell'incontro di mercoledì scorso tra il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il questore della Capitale Giuseppe Caruso.

Poi lo stupro alla Caffarella ha spostato l'attenzione. Ora però la Consap, il sindacato autonomo maggiormente rappresentativo della categoria, rimette la questione al centro della discussione. Partendo dai numeri nazionali riepilogati dal segretario del sindacato Giorgio Innocenzi tutti col segno meno: «-16 milioni per il lavoro straordinario, -16,1 milioni circa per l'ordine pubblico, -2 milioni per le trasferte, -13 milioni per le spese telefoniche, -3,5 per il noleggio di impianti e apparati utili alle investigazioni, -5,5 per l'informatica, -6,2 per l'armamento, -4,2 per la rete di trasmissione dati». Poi Innocenzi punta sui tanti soldi spesi non al meglio: «Al momento oltre 85 milioni sono stati spesi dal Viminale per la ristrutturazione dell'edificio denominato Compendio Castro Pretorio, ex sede del Reparto mobile di Roma, dove sono stati trasferiti diversi uffici amministrativi del ministero ma i risultati sono del tutto disastrosi».

Secondo la Consap l'edificio di Castro Pretorio nonostante i lavori di ristrutturazione è fatiscente: «I bagni nuovi sono senza presa elettrica, ascensori fuori servizio, infiltrazioni d'acqua e pavimenti in legno già saltati dopo l'alluvione di quest'inverno». Fa eco il presidente del Comitato per la legalità, Michele Baldi: «La sicurezza ha rappresentato il tema con cui si è vinta l'ultima campagna elettorale, noi denunciamo che il denaro è comunque stato speso in modo vergognoso».

La situazione romana è in zona rossa. «Per il Commissariato Casilino Nuovo - sostiene il segretario provinciale Consap, Giulio Incoronato - nell'ultimo anno la pianta organica ha perso il 20% del personale, il controllo sulle centinaia di chilometri del comprensorio viene garantito da una sola autoradio, un posto fisso che assorbe un altro 10% del personale e un mezzo per la Giudiziaria, tenendo conto del carico di vigilati soprattutto nel quartiere di Tor Bella Monaca». Aggiunge il segretario provinciale Francesco Paolo Russo: «Nella maggior parte dei reparti si lavora con auto al limite e le nuove arrivano col contagocce.

A Centocelle c'è lo stabile che fino a qualche anno fa ospitava il commissariato di zona. Oggi a tenerlo in vita ci pensano quattro agenti, suddivisi in due turni. Nel commissariato Aurelio il personale effettivo è composto da 74 persone (previste 110), a Salario Parioli da 73 (personale previsto 130) a Ostia da 110 (personale previsto 145). L'area dei Castelli Romani è presidiata da commissariati con organici ridotti all'osso, il commissariato di Genzano nel tempo è stato svuotato sino ad avere un organico di 32 unità, leggendo i dati Istat ci si accorge che il rapporto tra agenti e residenti è di 1 ogni 2.000 persone, contro la media europea che è di 1 a 500».

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