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Il Colosseo tra fondi e commissario

Neè convinto Mario Resca, consigliere di Bondi per le politiche museali, che sottolinea la necessità «imprescindibile» di una strategia di valorizzazione. Resca fa notare «il quadro desolante» che è «frutto di decenni di incuria e di incomprensioni tra le varie istituzioni da cui dipende la tutela e la valorizzazione del simbolo di Roma». Il manager sottolinea la necessità di migliorare «anche la parte dei servizi aggiuntivi». Ma fa notare che la crescita dei visitatori, «che hanno raggiunto la soglia di 6 milioni di persone all'anno, fa ben sperare per il futuro. Diventa quindi imprescindibile per la valorizzazione del nostro turismo culturale - prosegue - una strategia più decisa per una migliore esperienza a favore di quei turisti che visitano i nostri siti archeologici, i nostri musei e le nostre biblioteche». Tra le necessità, Resca indica una riforma fiscale «che incentivi i contributi dei privati alla cultura». Secondo il soprintendente archeologico Angelo Bottini, la condizione di degrado in uci versa il Colosseo sarebbe colpa delle carenze di fondi e di personale, ma anche di decisioni gestionali ancora da prendere. «Con 10 milioni l'anno potremmo mettere a posto l'intero sistema Colosseo-Palatino-Fori Imperiali». Secondo Bottini un aiuto potrà arrivare anche con il nuovo commissario straordinario Bertolaso, che dovrebbe essere accompagnato da fondi speciali. Quanto al degrado della piazza antistante il Colosseo, il soprintendente ricorda che la gestione in questo caso è del Comune. «Noi abbiamo già chiesto al ministero di intervenire per farci assegnare la gestione della piazza».

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