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Sit-in degli archeologi contro il commissariamento straordinario

Lochiedono i lavoratori della soprintendenza ai beni archeologici di Roma, che ieri - convocati dalla Rsu dell'istituto - hanno partecipato a Palazzo massimo ad una affollata assemblea, nella quale hanno ribadito la contrarietà alla soluzione del commissariamento. Alla riunione degli archeologi romani - che secondo il sindacato ha causato nella capitale la chiusura oggi del Colosseo, del Foro Romano, del Palatino, delle Terme di Caracalla e di tutte le sedi del Museo Nazionale Romano - hanno partecipato anche rappresentanti della Soprintendenza Archeologica di Ostia. Sotto accusa anche il soprintendente Angelo Bottini, al quale la Rsu rimprovera di «non aver mai convocato ufficialmente il personale nè i rappresentanti sindacali per condividere informazioni e strategie sulle ipotetiche future forme di gestione e organizzazione dell'Istituto». Dall'annuncio del Commissariamento ad oggi, hanno fatto notare gli archeologi, «è trascorso più di un mese, un periodo caotico di incertezza e confusione, in cui i lavoratori della Soprintendenza sono stati costretti a ricevere notizie sul proprio futuro lavorativo e personale esclusivamente dalla stampa». Duro il commento dell'assessore regionale alla Cultura Giulia Rodano: «Di nuovo gli archeologi pongono domande di cui anche la Regione, ormai da settimane, attende risposte: sia dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali sia dal sindaco di Roma».

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