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Asse Italia-Libia per i rimpatri, la strategia di Salvini anti-migranti

Il ministro dell'Interno invia la circolare ai prefetti ma precisa: "Donne incinte e bimbi restano"

Asse Italia-Libia per i rimpatri, la strategia di Salvini anti-migranti

Matteo Salvini incontra il vicepresidente del Consiglio di Libia Ahmed Maitig

Continua l'offensiva del ministro dell'Interno Matteo Salvini sui migranti. La strategia del vicepremier passa per un aiuto diretto alla Libia, che sarà poi sbandierato davanti ai colleghi europei per convincerli a contribuire anche loro. Salvini, che tramite decreto ha fatto avere alla Marina libica 12 mezzi italiani, e sta ora lavorando al trasferimento di altri 17, ha accolto al Viminale il numero due del Consiglio presidenziale della Libia, Ahmed Maitig.

"L'asse tra Italia e Libia deve tornare ad essere strategico ed irrinunciabile per entrambi i Paesi - ha spiegato al termine del colloquio bilaterale, davanti ai giornalisti -. Abbiamo fatto passi avanti rispetto a una decina di giorni fa", quando era stato Salvini ad andare in Libia. Durante la conferenza stampa si è parlato anche della nuova circolare messa a punto dal Viminale, che rivede i parametri per concedere i permessi di 'protezione umanitaria'.

Il ministro ha respinto con forza le critiche piovutegli addosso mentre la circolare arrivava nelle redazioni dei giornali. "Donne incinte, bambini e rifugiati restano in Italia - ha sottolineato Salvini -. Si vergognino i disinformati che dicono e scrivono il contrario. Me lo aspetto da una rivista come Rolling Stone, ma non da altri. Faccio presente da papà che non ce l'ho con bambini e donne incinte".

Da parte sua il libico Maitig, al lavoro per una Conferenza sui migranti che si terrà a Tripoli il prossimo settembre, ha sottolineato che "dall'Ue non viene garantito sostegno nella lotta all'immigrazione clandestina" nel Paese africano, mentre "abbiamo l'Italia che garantisce questo supporto". "Il problema è che al momento non abbiamo mezzi di sostegno a disposizione della Guardia costiera e della polizia sul territorio - ha spiegato il vicepremier -. Non riusciamo a garantire sicurezza marittima, perché la Libia è vittima dell'embargo".

Su questo argomento il titolare del Viminale è d'accordo. "Per ora ho visitato un solo centro, peraltro in costruzione, ma sono convinto che, se lasciassimo la Libia libera di spendere i soldi come vuole, le cose andrebbero meglio", ha detto Salvini durante la conferenza stampa, aggiungendo che ha intenzione di visitare entro l'estate tutti i Paesi nordafricani.

La prossima tappa, però, si terrà in Austria: tra qualche giorno Salvini andrà ad Innsbruck dove discuterà del dossier migratorio con i suoi colleghi europei, in primis gli omologhi di Germania e Austria. Le navi fornite a Tripoli, infatti, "sono un'iniziativa soltanto italiana - ha sottolineato il ministro -. Vorrei chiedere ai colleghi europei che facessero una minima parte di quello che stiamo facendo".

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